Il contributo analizza le principali questioni sollevate dal Waqf (Amendment) Act, 2025 indiano, oggetto di ampio dibattito politico e giuridico per i suoi profili di compatibilità con i principi costituzionali di uguaglianza, libertà religiosa e non discriminazione. Dopo un inquadramento storico e concettuale dell’istituto del waqf — forma islamica di segregazione patrimoniale a fini religiosi o caritatevoli — viene ricostruito il quadro evolutivo della disciplina in India, dalla colonizzazione britannica alle riforme più recenti. L’attenzione si concentra sulle modifiche introdotte dal nuovo Act, tra cui la soppressione del waqf by user, l’introduzione di requisiti soggettivi stringenti per i fondatori, l’estensione dell’adverse possession e la partecipazione di membri non musulmani agli organi di controllo. Tali innovazioni sono esaminate alla luce dell’Essential Religious Practice Test elaborato dalla Corte Suprema indiana, volto a delimitare l’ambito dell’autonomia confessionale rispetto all’intervento statale. L’analisi evidenzia le tensioni tra laicità, pluralismo religioso e tutela dei diritti fondamentali, mostrando come la vicenda rappresenti un banco di prova per la tenuta del modello costituzionale indiano di neutralità e coesistenza tra diritto secolare e diritto religioso.
Waqf (Amendment) Act, 2025, al vaglio dell’essential religious practice test e del principio di non discriminazione
Bisi, Mara
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza le principali questioni sollevate dal Waqf (Amendment) Act, 2025 indiano, oggetto di ampio dibattito politico e giuridico per i suoi profili di compatibilità con i principi costituzionali di uguaglianza, libertà religiosa e non discriminazione. Dopo un inquadramento storico e concettuale dell’istituto del waqf — forma islamica di segregazione patrimoniale a fini religiosi o caritatevoli — viene ricostruito il quadro evolutivo della disciplina in India, dalla colonizzazione britannica alle riforme più recenti. L’attenzione si concentra sulle modifiche introdotte dal nuovo Act, tra cui la soppressione del waqf by user, l’introduzione di requisiti soggettivi stringenti per i fondatori, l’estensione dell’adverse possession e la partecipazione di membri non musulmani agli organi di controllo. Tali innovazioni sono esaminate alla luce dell’Essential Religious Practice Test elaborato dalla Corte Suprema indiana, volto a delimitare l’ambito dell’autonomia confessionale rispetto all’intervento statale. L’analisi evidenzia le tensioni tra laicità, pluralismo religioso e tutela dei diritti fondamentali, mostrando come la vicenda rappresenti un banco di prova per la tenuta del modello costituzionale indiano di neutralità e coesistenza tra diritto secolare e diritto religioso.| File | Dimensione | Formato | |
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