Gli anni milanesi di Gaffurio vanno propriamente dal 1484 (data della sua presa di servizio in Duomo) al 1522 (data della morte, di cui ricorre quest’anno il cinquecentesimo anniversario). In questa panoramica però sarà incluso anche il periodo sforzesco precedente, a partire dal ducato di Galeazzo, coprendo insomma il cinquantennio 1470-1520. Tradizionalmente, e certo per buoni motivi, si è soliti descrivere la Milano musicale dell’epoca come imperniata su due poli: la cappella del Duomo e quella della corte ducale. È il caso però di aggiungere altre voci a questo contrappunto, considerando ulteriori ambiti e ulteriori strati del paesaggio sonoro milanese: dalla musica domestica delle case patrizie a quella dei performer itineranti, alle laudi processionali delle confraternite dei Battuti. Un altro contrappunto da riconsiderare sarà quello fra milanesità e apporto oltremontano, sia nella fase sforzesca, sia in quella del primo dominio francese. Infine, una parola su Gaffurio stesso, e su come ricerche recenti o tuttora in corso arricchiscano la nostra conoscenza di una figura poliedrica che meriterebbe miglior fortuna interdisciplinare.
Milano in contrappunto: la musica negli anni di Franchino Gaffurio
Daniele V. Filippi
2025-01-01
Abstract
Gli anni milanesi di Gaffurio vanno propriamente dal 1484 (data della sua presa di servizio in Duomo) al 1522 (data della morte, di cui ricorre quest’anno il cinquecentesimo anniversario). In questa panoramica però sarà incluso anche il periodo sforzesco precedente, a partire dal ducato di Galeazzo, coprendo insomma il cinquantennio 1470-1520. Tradizionalmente, e certo per buoni motivi, si è soliti descrivere la Milano musicale dell’epoca come imperniata su due poli: la cappella del Duomo e quella della corte ducale. È il caso però di aggiungere altre voci a questo contrappunto, considerando ulteriori ambiti e ulteriori strati del paesaggio sonoro milanese: dalla musica domestica delle case patrizie a quella dei performer itineranti, alle laudi processionali delle confraternite dei Battuti. Un altro contrappunto da riconsiderare sarà quello fra milanesità e apporto oltremontano, sia nella fase sforzesca, sia in quella del primo dominio francese. Infine, una parola su Gaffurio stesso, e su come ricerche recenti o tuttora in corso arricchiscano la nostra conoscenza di una figura poliedrica che meriterebbe miglior fortuna interdisciplinare.| File | Dimensione | Formato | |
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