L’articolo analizza l’imperativo climatico come dispositivo politico e temporale che ristruttura il rapporto tra crisi, transizione e governo dell’emergenza. La transizione ecologica viene spesso presentata come necessità indiscutibile, giustificata dall’urgenza e affidata a un’irriflessa fiducia nella tecnoscienza, con il rischio di rafforzare derive eccezionaliste e securitarie. Attraverso le nozioni di adattamento e preparedness, gli autori mostrano come l’incertezza radicale del cambiamento climatico renda centrale il ruolo dell’expertise, capace non solo di fornire soluzioni tecniche, ma anche di imporre linguaggi normativi e asimmetrie di potere. L'analisi si concentra su tre modelli empirici – conflitti di localizzazione, disastri socio-naturali ed eventi tecnologici graduali – per evidenziare come la politica del tempo plasmi percezioni del rischio, pratiche comunitarie e rapporti di giustizia. Ne emerge il carattere ambivalente della scienza come strumento di governo e di contestazione, e la necessità di ripensare la transizione ecologica in chiave democratica e plurale.
Imperativo climatico e politica del tempo. Governare le transizioni
MARTONE Vittorio
;CUONO Massimo
2025-01-01
Abstract
L’articolo analizza l’imperativo climatico come dispositivo politico e temporale che ristruttura il rapporto tra crisi, transizione e governo dell’emergenza. La transizione ecologica viene spesso presentata come necessità indiscutibile, giustificata dall’urgenza e affidata a un’irriflessa fiducia nella tecnoscienza, con il rischio di rafforzare derive eccezionaliste e securitarie. Attraverso le nozioni di adattamento e preparedness, gli autori mostrano come l’incertezza radicale del cambiamento climatico renda centrale il ruolo dell’expertise, capace non solo di fornire soluzioni tecniche, ma anche di imporre linguaggi normativi e asimmetrie di potere. L'analisi si concentra su tre modelli empirici – conflitti di localizzazione, disastri socio-naturali ed eventi tecnologici graduali – per evidenziare come la politica del tempo plasmi percezioni del rischio, pratiche comunitarie e rapporti di giustizia. Ne emerge il carattere ambivalente della scienza come strumento di governo e di contestazione, e la necessità di ripensare la transizione ecologica in chiave democratica e plurale.| File | Dimensione | Formato | |
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