Il Seicento fu un secolo di flessione della fortuna di Petrarca. Per dare sostanza a questa vulgata della storiografia letteraria (e in parte per smentirla) si propone l’analisi di alcuni autografi del ferrarese Alfonso Gioia, alla ricerca delle sue frequentazioni petrarchesche. Lo studio delle tracce del poeta nella sua "Spositione" all’"Inferno" di Dante permette di certificare il ricorso a Petrarca come termine di paragone sul piano stilistico e formale, al pari di altri autori più tardi. La lettura di alcune risposte di Gioia a un anonimo calunniatore del poeta permette invece di cogliere l’importanza del tentativo dello studioso di farsi difensore dell’autorità petrarchesca.
«Quante soffisticherie». Tracce della fortuna secentesca di Petrarca negli inediti danteschi (e non) di Alfonso Gioia.
Calogero Giorgio Priolo
2025-01-01
Abstract
Il Seicento fu un secolo di flessione della fortuna di Petrarca. Per dare sostanza a questa vulgata della storiografia letteraria (e in parte per smentirla) si propone l’analisi di alcuni autografi del ferrarese Alfonso Gioia, alla ricerca delle sue frequentazioni petrarchesche. Lo studio delle tracce del poeta nella sua "Spositione" all’"Inferno" di Dante permette di certificare il ricorso a Petrarca come termine di paragone sul piano stilistico e formale, al pari di altri autori più tardi. La lettura di alcune risposte di Gioia a un anonimo calunniatore del poeta permette invece di cogliere l’importanza del tentativo dello studioso di farsi difensore dell’autorità petrarchesca.| File | Dimensione | Formato | |
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