Il saggio evidenzia alcuni significativi momenti di competizione che tra anni Venti e Quaranta hanno complicato il tentativo dello studioso zaratino Giuseppe Praga di scrivere e riscrivere la storia adriatica e quella balcanica in funzione dei successivi mutamento degli scenari politici continentali. La vicenda intellettuale e professionale di Praga, paleografo e filologo, slavista, insegnante e impiegato pubblico spinto nell’accelerazione degli eventi a inventarsi non soltanto storico del Medioevo – cosa in sé automatica – ma anche dell’età che diciamo moderna (e a fortiori, all’epoca sua, anche di quella contemporanea), assume maggiore rilevanza quando letta con attenzione come alle dinamiche ideali e ideologiche così a quelle materiali, economiche e sociali che spiegano la collaborazione al regime fascista di tanti intellettuali e in particolare degli storici, con sensibilità verso le diverse forme e i vari luoghi del lavoro storiografico, con interesse ai modi in cui durante il Ventennio fu ridefinito lo stesso spazio politico dello storico e agli intrecci di continuità e discontinuità che poi, a cavaliere delle due metà del Novecento, continuarono a caratterizzare la cultura storica italiana.

Usi pubblici della storia durante l’occupazione nazifascista della Jugoslavia. Giuseppe Praga e la «rieducazione della Dalmazia» (1940-1943)

Filippo Maria Paladini
First
2025-01-01

Abstract

Il saggio evidenzia alcuni significativi momenti di competizione che tra anni Venti e Quaranta hanno complicato il tentativo dello studioso zaratino Giuseppe Praga di scrivere e riscrivere la storia adriatica e quella balcanica in funzione dei successivi mutamento degli scenari politici continentali. La vicenda intellettuale e professionale di Praga, paleografo e filologo, slavista, insegnante e impiegato pubblico spinto nell’accelerazione degli eventi a inventarsi non soltanto storico del Medioevo – cosa in sé automatica – ma anche dell’età che diciamo moderna (e a fortiori, all’epoca sua, anche di quella contemporanea), assume maggiore rilevanza quando letta con attenzione come alle dinamiche ideali e ideologiche così a quelle materiali, economiche e sociali che spiegano la collaborazione al regime fascista di tanti intellettuali e in particolare degli storici, con sensibilità verso le diverse forme e i vari luoghi del lavoro storiografico, con interesse ai modi in cui durante il Ventennio fu ridefinito lo stesso spazio politico dello storico e agli intrecci di continuità e discontinuità che poi, a cavaliere delle due metà del Novecento, continuarono a caratterizzare la cultura storica italiana.
2025
Storiografia e spazio adriatico nella prima metà del Novecento. Fra ricerca e politica
Deputazione di storia patria per le Venezie & Viella S.r.l.
Deputazione di storia patria per le Venezie. Studi
15
123
150
979-12-5701-016-4
Storia della storiografia, Usi pubblici della storia, propaganda, fascismo, Dalmazia, Croazia, Jugoslavia, occupazione nazifascista, mito romano, mito veneziano
Filippo Maria Paladini
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