Il libro analizza le memorie della deistituzionalizzazione psichiatrica in Italia, in particolare le forme e i tempi attraverso cui le testimonianze personali del manicomio e del suo superamento sono state raccolte, usate e trasmesse dagli anni Sessanta a oggi. Si tratta di “voci” – tracce e sedimenti di vite – registrate, trascritte e divulgate, prima, durante e dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici, esperienze che rivivono nelle interviste, nei luoghi e nelle architetture dell’internamento o attraverso le performance artistiche. Esse sono documentate in archivi personali, riaffiorano in opere letterarie e cinematografiche, hanno attraversato le aule giudiziarie, sono state dette nelle relazioni di cura, sono alla base di mostre e di allestimenti museali, guidano azioni di rigenerazione degli spazi abbandonati. Queste “voci” ricordano storie che appartenevano alle pazienti e ai pazienti, al personale medico, infermieristico e di cura e a chi, per tante ragioni, aveva vissuto o raccontato, interamente o parzialmente, la lunga storia della deistituzionalizzazione italiana. I numerosi contributi provenienti da discipline differenti invitano a riflettere sui caratteri della memoria pubblica della deistituzionalizzazione e a studiare le morfologie delle memorie individuali e collettive, di cui si iniziano a tratteggiare i contesti di produzione, i dispositivi e gli ambienti di trasmissione, i modelli di ricezione, le connotazioni di genere e di generazione, le geografie e le cronologie.

Bibliografia

Filippo Maria Paladini
First
2026-01-01

Abstract

Il libro analizza le memorie della deistituzionalizzazione psichiatrica in Italia, in particolare le forme e i tempi attraverso cui le testimonianze personali del manicomio e del suo superamento sono state raccolte, usate e trasmesse dagli anni Sessanta a oggi. Si tratta di “voci” – tracce e sedimenti di vite – registrate, trascritte e divulgate, prima, durante e dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici, esperienze che rivivono nelle interviste, nei luoghi e nelle architetture dell’internamento o attraverso le performance artistiche. Esse sono documentate in archivi personali, riaffiorano in opere letterarie e cinematografiche, hanno attraversato le aule giudiziarie, sono state dette nelle relazioni di cura, sono alla base di mostre e di allestimenti museali, guidano azioni di rigenerazione degli spazi abbandonati. Queste “voci” ricordano storie che appartenevano alle pazienti e ai pazienti, al personale medico, infermieristico e di cura e a chi, per tante ragioni, aveva vissuto o raccontato, interamente o parzialmente, la lunga storia della deistituzionalizzazione italiana. I numerosi contributi provenienti da discipline differenti invitano a riflettere sui caratteri della memoria pubblica della deistituzionalizzazione e a studiare le morfologie delle memorie individuali e collettive, di cui si iniziano a tratteggiare i contesti di produzione, i dispositivi e gli ambienti di trasmissione, i modelli di ricezione, le connotazioni di genere e di generazione, le geografie e le cronologie.
2026
Memorie della deistituzionalizzazione in Italia. Testimonianze orali, soggettività e narrazioni pubbliche della liberazione dal manicomio dagli anni Sessanta a oggi
ETS
Studi culturali-supplement
5
339
370
9788846774651
deistituzionalizzazione psichiatrica, storia, memorie, manicomio, riforme
Filippo Maria Paladini
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Bibliografia in Adorni, Paladini, Tabor.pdf (PROTETTO).pdf

Accesso aperto

Tipo di file: PDF EDITORIALE
Dimensione 18.23 MB
Formato Adobe PDF
18.23 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2318/2117878
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact