Il contributo ricostruisce, con taglio storico-testimoniale, la vicenda della rivista «Prove di Drammaturgia» (1995-2018) come dispositivo editoriale nato nel CIMES (già IMET) dell’Università di Bologna: un laboratorio permanente che, intrecciando ricerca, formazione e divulgazione, ha anticipato pratiche oggi riconducibili alla “terza missione”. Muovendo dall’esperienza diretta dell’autore nella redazione (dal 2001), il saggio mette a fuoco la linea di Gerardo Guccini e Claudio Meldolesi: non una semplice documentazione del “fatto teatrale”, ma un osservatorio sui processi creativi e sui loro presupposti teorici, fondato su un dialogo paritario tra artisti e studiosi e su forme guidate di auto-documentazione. In questa cornice si discutono alcune traiettorie concettuali promosse dalla rivista, tra cui l’apertura verso l’arena intermediale e la nozione di “performance pop”, nonché il confronto con fenomeni di spettacolo capaci di interrogare le categorie novecentesche (il caso Cocciante/Notre Dame de Paris) fino alla proposta di “nuova opera popolare”.
«Prove di Drammaturgia»: un laboratorio di pensiero tra ricerca, memoria e innovazione
Fabio Acca
First
2025-01-01
Abstract
Il contributo ricostruisce, con taglio storico-testimoniale, la vicenda della rivista «Prove di Drammaturgia» (1995-2018) come dispositivo editoriale nato nel CIMES (già IMET) dell’Università di Bologna: un laboratorio permanente che, intrecciando ricerca, formazione e divulgazione, ha anticipato pratiche oggi riconducibili alla “terza missione”. Muovendo dall’esperienza diretta dell’autore nella redazione (dal 2001), il saggio mette a fuoco la linea di Gerardo Guccini e Claudio Meldolesi: non una semplice documentazione del “fatto teatrale”, ma un osservatorio sui processi creativi e sui loro presupposti teorici, fondato su un dialogo paritario tra artisti e studiosi e su forme guidate di auto-documentazione. In questa cornice si discutono alcune traiettorie concettuali promosse dalla rivista, tra cui l’apertura verso l’arena intermediale e la nozione di “performance pop”, nonché il confronto con fenomeni di spettacolo capaci di interrogare le categorie novecentesche (il caso Cocciante/Notre Dame de Paris) fino alla proposta di “nuova opera popolare”.| File | Dimensione | Formato | |
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