Il saggio ricostruisce le traiettorie morali e giuridiche di cinque attrici – Audrey Hepburn, Jane Fonda, Vanessa Redgrave, Glenda Jackson e Angelina Jolie – che hanno trasformato la visibilità cinematografica in dissenso politico e giuridico. Dalla memoria etica della guerra di Hepburn all’impegno diplomatico di Jolie nel diritto internazionale, queste figure ridefiniscono l’intreccio tra arte, giustizia e coscienza. Le loro storie delineano una genealogia del dissenso femminile che va dalla compassione all’attivismo, dall’attivismo alla legge, dalla legge alla governance globale. In un tempo in cui il silenzio equivale alla complicità, mostrano come l’etica della rappresentazione possa ancora parlare di giustizia al potere.
'Silence Is Not an Option': Hollywood Actresses, War, and Human Rights
Mario Riberi
2025-01-01
Abstract
Il saggio ricostruisce le traiettorie morali e giuridiche di cinque attrici – Audrey Hepburn, Jane Fonda, Vanessa Redgrave, Glenda Jackson e Angelina Jolie – che hanno trasformato la visibilità cinematografica in dissenso politico e giuridico. Dalla memoria etica della guerra di Hepburn all’impegno diplomatico di Jolie nel diritto internazionale, queste figure ridefiniscono l’intreccio tra arte, giustizia e coscienza. Le loro storie delineano una genealogia del dissenso femminile che va dalla compassione all’attivismo, dall’attivismo alla legge, dalla legge alla governance globale. In un tempo in cui il silenzio equivale alla complicità, mostrano come l’etica della rappresentazione possa ancora parlare di giustizia al potere.| File | Dimensione | Formato | |
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