Tra i molti aspetti problematici legati all’avvento della globalizzazione, il tema della responsabilizzazione delle grandi imprese per gli illeciti commessi nel contesto delle proprie catene del valore si impone con rinnovata attualità nel dibattito giuridico, stante la recente approvazione della c.d. Corporate Sustainability Due Diligence Directive: nell’impianto della Direttiva, ambiente, sfruttamento lavorativo e diritti umani divengono infatti i tasselli di un progetto di sviluppo sostenibile che aspira a coinvolgere i singoli attori economici presenti sul mercato, protagonisti e gestori della compliance non più solo interna, ma che si proietta all’esterno dell’ente e si estende lungo tutta la filiera produttiva. Se tale intervento risulta funzionale a promuovere una concezione di corporate liability capace di adeguarsi alla realtà delle catene globali, non vi è dubbio che tale estensione, ove si iscriva nel contesto di una legislazione di stampo lato sensu punitivo, finisce per sollevare anche alcune perplessità, che investono il delicato equilibrio tra esigenze di tutela e garanzie penalistiche ed impongono una riflessione che tenti di conciliare le ambizioni, per molti versi legittime, del nuovo impianto normativo con i principi fondamentali dello ius puniendi.
Geografia del diritto punitivo dell’ente nell’epoca delle Global Value Chains: nuove latitudini e auspicabili confini
Sara Prandi
2026-01-01
Abstract
Tra i molti aspetti problematici legati all’avvento della globalizzazione, il tema della responsabilizzazione delle grandi imprese per gli illeciti commessi nel contesto delle proprie catene del valore si impone con rinnovata attualità nel dibattito giuridico, stante la recente approvazione della c.d. Corporate Sustainability Due Diligence Directive: nell’impianto della Direttiva, ambiente, sfruttamento lavorativo e diritti umani divengono infatti i tasselli di un progetto di sviluppo sostenibile che aspira a coinvolgere i singoli attori economici presenti sul mercato, protagonisti e gestori della compliance non più solo interna, ma che si proietta all’esterno dell’ente e si estende lungo tutta la filiera produttiva. Se tale intervento risulta funzionale a promuovere una concezione di corporate liability capace di adeguarsi alla realtà delle catene globali, non vi è dubbio che tale estensione, ove si iscriva nel contesto di una legislazione di stampo lato sensu punitivo, finisce per sollevare anche alcune perplessità, che investono il delicato equilibrio tra esigenze di tutela e garanzie penalistiche ed impongono una riflessione che tenti di conciliare le ambizioni, per molti versi legittime, del nuovo impianto normativo con i principi fondamentali dello ius puniendi.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
0.231 E GLOBAL VALUE CHAINS - DPP.pdf
Accesso riservato
Tipo di file:
PDF EDITORIALE
Dimensione
252.19 kB
Formato
Adobe PDF
|
252.19 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



