Il libro analizza le memorie della deistituzionalizzazione psichiatrica in Italia, in particolare le forme e i tempi attraverso cui le testimonianze personali del manicomio e del suo superamento sono state raccolte, usate e trasmesse dagli anni Sessanta a oggi. Si tratta di “voci” – tracce e sedimenti di vite – registrate, trascritte e divulgate, prima, durante e dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici, esperienze che rivivono nelle interviste, nei luoghi e nelle architetture dell’internamento o attraverso le performance artistiche. Esse sono documentate in archivi personali, riaffiorano in opere letterarie e cinematografiche, hanno attraversato le aule giudiziarie, sono state dette nelle relazioni di cura, sono alla base di mostre e di allestimenti museali, guidano azioni di rigenerazione degli spazi abbandonati. Queste “voci” ricordano storie che appartenevano alle pazienti e ai pazienti, al personale medico, infermieristico e di cura e a chi, per tante ragioni, aveva vissuto o raccontato, interamente o parzialmente, la lunga storia della deistituzionalizzazione italiana. I numerosi contributi provenienti da discipline differenti invitano a riflettere sui caratteri della memoria pubblica della deistituzionalizzazione e a studiare le morfologie delle memorie individuali e collettive, di cui si iniziano a tratteggiare i contesti di produzione, i dispositivi e gli ambienti di trasmissione, i modelli di ricezione, le connotazioni di genere e di generazione, le geografie e le cronologie.
Memorie della deistituzionalizzazione in Italia. Testimonianze orali, soggettività e narrazioni pubbliche della liberazione dal manicomio dagli anni Sessanta a oggi
Daniela Adorni
;Filippo Maria Paladini
;Davide Tabor
2026-01-01
Abstract
Il libro analizza le memorie della deistituzionalizzazione psichiatrica in Italia, in particolare le forme e i tempi attraverso cui le testimonianze personali del manicomio e del suo superamento sono state raccolte, usate e trasmesse dagli anni Sessanta a oggi. Si tratta di “voci” – tracce e sedimenti di vite – registrate, trascritte e divulgate, prima, durante e dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici, esperienze che rivivono nelle interviste, nei luoghi e nelle architetture dell’internamento o attraverso le performance artistiche. Esse sono documentate in archivi personali, riaffiorano in opere letterarie e cinematografiche, hanno attraversato le aule giudiziarie, sono state dette nelle relazioni di cura, sono alla base di mostre e di allestimenti museali, guidano azioni di rigenerazione degli spazi abbandonati. Queste “voci” ricordano storie che appartenevano alle pazienti e ai pazienti, al personale medico, infermieristico e di cura e a chi, per tante ragioni, aveva vissuto o raccontato, interamente o parzialmente, la lunga storia della deistituzionalizzazione italiana. I numerosi contributi provenienti da discipline differenti invitano a riflettere sui caratteri della memoria pubblica della deistituzionalizzazione e a studiare le morfologie delle memorie individuali e collettive, di cui si iniziano a tratteggiare i contesti di produzione, i dispositivi e gli ambienti di trasmissione, i modelli di ricezione, le connotazioni di genere e di generazione, le geografie e le cronologie.| File | Dimensione | Formato | |
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