Il volume ricostruisce la diffusione, ricezione e trasformazione delle teorie di Cesare Lombroso nel continente americano tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo, mostrando come la criminal anthropology abbia avuto un impatto precoce, ampio e duraturo, ma mai uniforme o passivamente imitativo. Sebbene Lombroso non abbia mai visitato le Americhe, le sue idee circolarono rapidamente attraverso giornali, riviste, traduzioni parziali e conferenze, contribuendo a rinnovare i dibattiti su criminalità, punizione e pericolosità sociale. Il volume mette in luce come la ricezione di Lombroso si articolò secondo atteggiamenti differenziati di adesione, mediazione e rifiuto, variabili a seconda dei contesti nazionali. In Argentina, ad esempio, la sua dottrina fu inizialmente accolta con entusiasmo, ma presto sottoposta a critiche che ne ridimensionarono il determinismo biologico; in Cile e Bolivia le sue teorie alimentarono politiche repressive e discorsi razziali contro gruppi marginalizzati; in Perù e Messico influenzarono soprattutto la legislazione penale e le pratiche carcerarie più che il dibattito teorico. Negli Stati Uniti, le idee lombrosiane vennero riutilizzate in chiave razzista e anti-immigrazionista, contribuendo alla stigmatizzazione degli immigrati mediterranei e di altri gruppi ritenuti “degenerati”. Un elemento centrale del libro è la dimostrazione che la criminal anthropology non si diffuse solo come sistema teorico, ma anche come insieme di pratiche istituzionali, entrando in prigioni, tribunali, laboratori, musei e archivi. Particolare attenzione è riservata al ruolo delle immagini, delle collezioni antropologiche e delle fotografie, nonché alla circolazione transatlantica di oggetti, testi e dati. Il volume evidenzia inoltre l’ambivalenza dell’eredità lombrosiana: se da un lato essa contribuì a rafforzare razzismo, misoginia ed eugenetica, dall’altro Lombroso fu anche una voce contro l’antisemitismo e influenzò studi pionieristici sulle culture afro-americane. Nel complesso, Lombroso in the Americas propone una lettura non riduttiva dell’eredità lombrosiana, mostrando come la sua influenza sia stata duratura, contraddittoria e profondamente intrecciata ai processi di nation-building, alle politiche penali e agli immaginari del crimine nelle società americane.
Lombroso in the Americas. A Translatlantic History of a Controversial Criminologist
Silvano Montaldo;Franco Orlandi
2025-01-01
Abstract
Il volume ricostruisce la diffusione, ricezione e trasformazione delle teorie di Cesare Lombroso nel continente americano tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo, mostrando come la criminal anthropology abbia avuto un impatto precoce, ampio e duraturo, ma mai uniforme o passivamente imitativo. Sebbene Lombroso non abbia mai visitato le Americhe, le sue idee circolarono rapidamente attraverso giornali, riviste, traduzioni parziali e conferenze, contribuendo a rinnovare i dibattiti su criminalità, punizione e pericolosità sociale. Il volume mette in luce come la ricezione di Lombroso si articolò secondo atteggiamenti differenziati di adesione, mediazione e rifiuto, variabili a seconda dei contesti nazionali. In Argentina, ad esempio, la sua dottrina fu inizialmente accolta con entusiasmo, ma presto sottoposta a critiche che ne ridimensionarono il determinismo biologico; in Cile e Bolivia le sue teorie alimentarono politiche repressive e discorsi razziali contro gruppi marginalizzati; in Perù e Messico influenzarono soprattutto la legislazione penale e le pratiche carcerarie più che il dibattito teorico. Negli Stati Uniti, le idee lombrosiane vennero riutilizzate in chiave razzista e anti-immigrazionista, contribuendo alla stigmatizzazione degli immigrati mediterranei e di altri gruppi ritenuti “degenerati”. Un elemento centrale del libro è la dimostrazione che la criminal anthropology non si diffuse solo come sistema teorico, ma anche come insieme di pratiche istituzionali, entrando in prigioni, tribunali, laboratori, musei e archivi. Particolare attenzione è riservata al ruolo delle immagini, delle collezioni antropologiche e delle fotografie, nonché alla circolazione transatlantica di oggetti, testi e dati. Il volume evidenzia inoltre l’ambivalenza dell’eredità lombrosiana: se da un lato essa contribuì a rafforzare razzismo, misoginia ed eugenetica, dall’altro Lombroso fu anche una voce contro l’antisemitismo e influenzò studi pionieristici sulle culture afro-americane. Nel complesso, Lombroso in the Americas propone una lettura non riduttiva dell’eredità lombrosiana, mostrando come la sua influenza sia stata duratura, contraddittoria e profondamente intrecciata ai processi di nation-building, alle politiche penali e agli immaginari del crimine nelle società americane.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



