Volontà e arbitrio sono vicini nella teoria e nella pratica, ma se la prima ha qualcosa di neutrale e conformista, il secondo sembra rompere gli schemi e le parole: c’è il libero arbitrio, cui in genere si associa un significato positivo, ma c’è anche l’arbitrio mero, che non piace all’ordinamento. La volontà può essere viziata o simulata, ma non raccoglie giudizi severi; l’arbitrio, invece, è sempre sotto esame. Ora lo si esalta come estrema roccaforte dell’autonomia privata e della libertà individuale: saremo pur liberi di gradire od auspicare qualcosa d’eccentrico? Ora lo si schiaccia negli anfratti del sistema, perché il capriccio e la volubilità deludono l’affidamento e preludono all’abuso. Nel segno di volontà e arbitrio, il volume attraversa segmenti capitali dell’ordinamento (dalla teoria generale del contratto al testamento, dal diritto delle persone alla responsabilità civile, dalla vendita alla clausola di c.d. «roulette russa»); nel segno del metodo interdisciplinare, esso raccoglie contributi di diversa provenienza e sensibilità (dal diritto romano alla filosofia, dal diritto civile al commerciale, con ampie escursioni nella storia e nella comparazione). Ne emerge un quadro necessariamente provvisorio: anziché negarsi l’un l’altro, i due poli di volontà e arbitrio tendono a coesistere, e devono continuamente riposizionarsi e riequilibrarsi.
Il volere che si fa norma. Quaderno secondo. Volontà e arbitrio
EDOARDO FERRANTE
2025-01-01
Abstract
Volontà e arbitrio sono vicini nella teoria e nella pratica, ma se la prima ha qualcosa di neutrale e conformista, il secondo sembra rompere gli schemi e le parole: c’è il libero arbitrio, cui in genere si associa un significato positivo, ma c’è anche l’arbitrio mero, che non piace all’ordinamento. La volontà può essere viziata o simulata, ma non raccoglie giudizi severi; l’arbitrio, invece, è sempre sotto esame. Ora lo si esalta come estrema roccaforte dell’autonomia privata e della libertà individuale: saremo pur liberi di gradire od auspicare qualcosa d’eccentrico? Ora lo si schiaccia negli anfratti del sistema, perché il capriccio e la volubilità deludono l’affidamento e preludono all’abuso. Nel segno di volontà e arbitrio, il volume attraversa segmenti capitali dell’ordinamento (dalla teoria generale del contratto al testamento, dal diritto delle persone alla responsabilità civile, dalla vendita alla clausola di c.d. «roulette russa»); nel segno del metodo interdisciplinare, esso raccoglie contributi di diversa provenienza e sensibilità (dal diritto romano alla filosofia, dal diritto civile al commerciale, con ampie escursioni nella storia e nella comparazione). Ne emerge un quadro necessariamente provvisorio: anziché negarsi l’un l’altro, i due poli di volontà e arbitrio tendono a coesistere, e devono continuamente riposizionarsi e riequilibrarsi.| File | Dimensione | Formato | |
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