All’interno del dibattito che questo volume vuole offrire sul tema della rappresentanza, si intende porre lo sguardo ad Atene antica conducendo un'analisi che si è posta i seguenti obiettivi: - separare l'esperienza storica, politica e istituzionale di Atene antica dall’immagine di essa che deriva dall’elaborazione di un modello sviluppato dal pensiero politico moderno e contemporaneo sulla base di una sintesi stereotipata già elaborata dal mondo antico; - osservare la coesistenza della partecipazione diretta e della rappresentanza nella democrazia ateniese antica, determinandone la correlazione anche al fine di chiarirne i contenuti e le funzioni; - capire, nel dibattito antidemocratico originario e di fatto quasi simultaneo all’affermarsi della forma più radicale di democrazia, la natura della critica della democrazia: in particolare, ci si chiederà se questa critica, in origine, fosse basata su una critica della rappresentanza prima che critica, come si dice più comunemente, del potere del popolo, dell'abuso di potere da parte del popolo come maggioranza dominante attraverso l'esercizio diretto della partecipazione, la cosiddetta oclocrazia; - evidenziare le modalità attraverso le quali questa critica costante, fondata per lo più su accuse di inganno e corruzione che contraddirebbero inevitabilmente l’ideale democratico che include i principi di giusto e utile per il popolo, attiva un percorso che, allora come oggi, partendo da un diritto/dovere di critica interno all’ambiente democratico, alimenta posizioni antidemocratiche, le quali, a loro volta, determinano, attraverso la crisi della partecipazione per rappresentanza, la crisi e in alcuni casi il sovvertimento della democrazia e dell’autogoverno del popolo anche e soprattutto nella sua espressione di partecipazione diretta.
L’uso critico della rappresentanza nella democrazia «diretta» di Atene antica: la corruzione e la fiducia compromessa
gianluca cuniberti
2025-01-01
Abstract
All’interno del dibattito che questo volume vuole offrire sul tema della rappresentanza, si intende porre lo sguardo ad Atene antica conducendo un'analisi che si è posta i seguenti obiettivi: - separare l'esperienza storica, politica e istituzionale di Atene antica dall’immagine di essa che deriva dall’elaborazione di un modello sviluppato dal pensiero politico moderno e contemporaneo sulla base di una sintesi stereotipata già elaborata dal mondo antico; - osservare la coesistenza della partecipazione diretta e della rappresentanza nella democrazia ateniese antica, determinandone la correlazione anche al fine di chiarirne i contenuti e le funzioni; - capire, nel dibattito antidemocratico originario e di fatto quasi simultaneo all’affermarsi della forma più radicale di democrazia, la natura della critica della democrazia: in particolare, ci si chiederà se questa critica, in origine, fosse basata su una critica della rappresentanza prima che critica, come si dice più comunemente, del potere del popolo, dell'abuso di potere da parte del popolo come maggioranza dominante attraverso l'esercizio diretto della partecipazione, la cosiddetta oclocrazia; - evidenziare le modalità attraverso le quali questa critica costante, fondata per lo più su accuse di inganno e corruzione che contraddirebbero inevitabilmente l’ideale democratico che include i principi di giusto e utile per il popolo, attiva un percorso che, allora come oggi, partendo da un diritto/dovere di critica interno all’ambiente democratico, alimenta posizioni antidemocratiche, le quali, a loro volta, determinano, attraverso la crisi della partecipazione per rappresentanza, la crisi e in alcuni casi il sovvertimento della democrazia e dell’autogoverno del popolo anche e soprattutto nella sua espressione di partecipazione diretta.| File | Dimensione | Formato | |
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