This contribution examines the process of Fascistization within the Faculty of Law at the University of Turin through a systematic study of the degree theses defended between 1922 and 1937 and preserved in the University’s Historical Archive. The analysis focuses in particular on the early years of the regime in order to assess whether, and to what extent, Fascist ideology influenced teaching and student scholarly production. Of the more than two thousand dissertations examined, only about thirty display a strongly ideological content, revealing an overall limited permeability of legal education in Turin to the new political context. The study shows that professors’ personal positions—whether anti-Fascist or supportive of the regime—did not automatically determine the ideological orientation of the theses. What emerges is a picture of substantial retreat into legal formalism: the Faculty did not function either as a center of organized opposition or as a laboratory of propaganda, but rather as a generally cautious academic space in which Fascistization proceeded in “timid steps,” at least until the turning point of 1938. Il contributo analizza il processo di fascistizzazione della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino attraverso lo studio sistematico delle tesi di laurea discusse tra il 1922 e il 1937 e conservate presso l’Archivio storico dell’ateneo. L’indagine si concentra in particolare sui primi anni del regime con l’obiettivo di verificare se e in quale misura l’ideologia fascista abbia inciso sulla didattica e sulla produzione scientifica studentesca. Su gli oltre duemila elaborati esaminati, soltanto una trentina presentano un contenuto fortemente ideologizzato, evidenziando una permeabilità complessivamente limitata della didattica giuridica torinese al nuovo contesto politico. Lo studio evidenzia come la posizione personale dei professori – tanto antifascisti quanto aderenti al regime – non determini automaticamente l’impostazione ideologica delle tesi. Ne emerge un quadro di sostanziale rifugio nel tecnicismo giuridico: la Facoltà non si configura né come centro di opposizione organizzata né come laboratorio di propaganda, ma come spazio accademico tendenzialmente prudente, in cui la fascistizzazione procede con «timidi passi», almeno fino alla svolta del 1938.
Timidi passi di fascistizzazione: influenza del regime nella facoltà giuridica piemontese attraverso lo studio delle tesi di laure
Campobello F
First
2025-01-01
Abstract
This contribution examines the process of Fascistization within the Faculty of Law at the University of Turin through a systematic study of the degree theses defended between 1922 and 1937 and preserved in the University’s Historical Archive. The analysis focuses in particular on the early years of the regime in order to assess whether, and to what extent, Fascist ideology influenced teaching and student scholarly production. Of the more than two thousand dissertations examined, only about thirty display a strongly ideological content, revealing an overall limited permeability of legal education in Turin to the new political context. The study shows that professors’ personal positions—whether anti-Fascist or supportive of the regime—did not automatically determine the ideological orientation of the theses. What emerges is a picture of substantial retreat into legal formalism: the Faculty did not function either as a center of organized opposition or as a laboratory of propaganda, but rather as a generally cautious academic space in which Fascistization proceeded in “timid steps,” at least until the turning point of 1938. Il contributo analizza il processo di fascistizzazione della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino attraverso lo studio sistematico delle tesi di laurea discusse tra il 1922 e il 1937 e conservate presso l’Archivio storico dell’ateneo. L’indagine si concentra in particolare sui primi anni del regime con l’obiettivo di verificare se e in quale misura l’ideologia fascista abbia inciso sulla didattica e sulla produzione scientifica studentesca. Su gli oltre duemila elaborati esaminati, soltanto una trentina presentano un contenuto fortemente ideologizzato, evidenziando una permeabilità complessivamente limitata della didattica giuridica torinese al nuovo contesto politico. Lo studio evidenzia come la posizione personale dei professori – tanto antifascisti quanto aderenti al regime – non determini automaticamente l’impostazione ideologica delle tesi. Ne emerge un quadro di sostanziale rifugio nel tecnicismo giuridico: la Facoltà non si configura né come centro di opposizione organizzata né come laboratorio di propaganda, ma come spazio accademico tendenzialmente prudente, in cui la fascistizzazione procede con «timidi passi», almeno fino alla svolta del 1938.| File | Dimensione | Formato | |
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