All’inizio degli anni Sessanta Vittore Branca, Francesco Maggini e Bruno Nardi rilevarono un progetto di edizione commentata di tutte le opere di Dante, al quale Michele Barbi, padre nobile dell’impresa, un trentennio prima non era riuscito a dare conclusione. Forse con la speranza di raggiungere l’obiettivo entro il centenario del 1965, nel nuovo corso della collana, pubblicata da Le Monnier, furono coinvolti alcuni giovani ma affermati dantisti, come Edoardo Sanguineti, al quale fu affidata la curatela del Purgatorio. Lo studioso genovese vi lavorò intensamente alcuni anni, ma il commento rimase interrotto e non fu mai pubblicato, al pari di altri della medesima serie. Di quest’importante esperienza di esegesi novecentesca l’archivio personale dell’autore, oggi al Centro Studi Interuniversitario “Edoardo Sanguineti” di Torino, conserva un’impressionante serie di materiali di cui si dà conto per la prima volta in questo libro: oltre 700 fogli dattiloscritti, che contengono la redazione più tarda delle spiegazioni ai canti i-xxvi, cui si aggiungono quasi 2400 carte preparatorie. Dei primi si fornisce qui l’edizione critica, mettendone però il testo in dialogo con gli scartafacci, con un significativo adattamento delle norme della filologia d’autore a un testo non letterario come, appunto, un commento. Poste a paragone coi brogliacci, le nude note della versione recenziore si possono meglio apprezzare quali risultato di una ricerca estesa e instancabile, vero e proprio furor bibliografico, che fra i varî volti di Sanguineti fa anche trasparire quello del giovane “dantomane”.
Commento al «Purgatorio»
Calogero Giorgio Priolo
2025-01-01
Abstract
All’inizio degli anni Sessanta Vittore Branca, Francesco Maggini e Bruno Nardi rilevarono un progetto di edizione commentata di tutte le opere di Dante, al quale Michele Barbi, padre nobile dell’impresa, un trentennio prima non era riuscito a dare conclusione. Forse con la speranza di raggiungere l’obiettivo entro il centenario del 1965, nel nuovo corso della collana, pubblicata da Le Monnier, furono coinvolti alcuni giovani ma affermati dantisti, come Edoardo Sanguineti, al quale fu affidata la curatela del Purgatorio. Lo studioso genovese vi lavorò intensamente alcuni anni, ma il commento rimase interrotto e non fu mai pubblicato, al pari di altri della medesima serie. Di quest’importante esperienza di esegesi novecentesca l’archivio personale dell’autore, oggi al Centro Studi Interuniversitario “Edoardo Sanguineti” di Torino, conserva un’impressionante serie di materiali di cui si dà conto per la prima volta in questo libro: oltre 700 fogli dattiloscritti, che contengono la redazione più tarda delle spiegazioni ai canti i-xxvi, cui si aggiungono quasi 2400 carte preparatorie. Dei primi si fornisce qui l’edizione critica, mettendone però il testo in dialogo con gli scartafacci, con un significativo adattamento delle norme della filologia d’autore a un testo non letterario come, appunto, un commento. Poste a paragone coi brogliacci, le nude note della versione recenziore si possono meglio apprezzare quali risultato di una ricerca estesa e instancabile, vero e proprio furor bibliografico, che fra i varî volti di Sanguineti fa anche trasparire quello del giovane “dantomane”.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Priolo 2025 tomo UNICO.pdf
Accesso aperto
Tipo di file:
PDF EDITORIALE
Dimensione
4.7 MB
Formato
Adobe PDF
|
4.7 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



