In questo articolo si propone un confronto teorico tra il concetto europeo di paesaggio, maturato in relazione all’autonomizzazione dell’esperienza estetica nel contesto moderno occidentale, e il concetto andino di pacha, nel quale la dimensione estetica del paesaggio, tutt’altro che assente, resta tuttavia imbricata nelle affordances ambientali, nei significati d’uso e nella sfera del sacro. La pacha incarna una comprensione olistica del milieu: per questo, l’estetica assume carattere ontofenomenologico in quanto inerente la morfologia in re del fenomeno spaziale stesso, la quale di per sé costituisce fattore vincolante e sostantivo per ogni percezione, codice dello sguardo e impostazione rappresentazionale. L’articolo, nello stesso tempo, contesta una contrapposizione frontale tra il concetto europeo e il concetto andino di paesaggio, da una parte rimarcando la straordinaria diffusione a livello planetario del modello «scopico» dell’apprezzamento paesaggistico, tutt’altro che estraneo alla cultura andina contemporanea, e dall’altro sposando una concezione processuale della filosofia andina come prodotto dinamico di un recupero riflessivo e trasformativo della cosmovisione tradizionale.
Pacha. Verso un’ontologia paesaggistica
Paolo furia
2025-01-01
Abstract
In questo articolo si propone un confronto teorico tra il concetto europeo di paesaggio, maturato in relazione all’autonomizzazione dell’esperienza estetica nel contesto moderno occidentale, e il concetto andino di pacha, nel quale la dimensione estetica del paesaggio, tutt’altro che assente, resta tuttavia imbricata nelle affordances ambientali, nei significati d’uso e nella sfera del sacro. La pacha incarna una comprensione olistica del milieu: per questo, l’estetica assume carattere ontofenomenologico in quanto inerente la morfologia in re del fenomeno spaziale stesso, la quale di per sé costituisce fattore vincolante e sostantivo per ogni percezione, codice dello sguardo e impostazione rappresentazionale. L’articolo, nello stesso tempo, contesta una contrapposizione frontale tra il concetto europeo e il concetto andino di paesaggio, da una parte rimarcando la straordinaria diffusione a livello planetario del modello «scopico» dell’apprezzamento paesaggistico, tutt’altro che estraneo alla cultura andina contemporanea, e dall’altro sposando una concezione processuale della filosofia andina come prodotto dinamico di un recupero riflessivo e trasformativo della cosmovisione tradizionale.| File | Dimensione | Formato | |
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