Il saggio di Johann Chapoutot analizza la fine della Repubblica di Weimar e l’ascesa del nazionalsocialismo, proponendo una lettura che intreccia ricostruzione storica e riflessione politica contemporanea. La tesi centrale individua nell’“estremo centro” – composto da élite liberal-conservatrici, industriali e mediatiche – il principale responsabile della consegna del potere ai nazisti. Attraverso un’ampia varietà di fonti, l’autore ricostruisce il passaggio da una democrazia liberale a un sistema autoritario, evidenziando il ruolo decisivo di scelte individuali, intrighi politici e calcoli opportunistici. Viene così confutata l’idea di un’ascesa inevitabile e democratica di Hitler, sottolineando come essa sia stata il risultato di decisioni consapevoli da parte delle élite. Il volume insiste inoltre sulla fragilità delle istituzioni democratiche, messe in crisi da trasformazioni istituzionali, politiche economiche e dinamiche mediatiche. In chiave comparativa, Chapoutot richiama analogie con le attuali democrazie occidentali, segnalando i rischi legati a populismo, iper-personalizzazione del potere e alleanze con l’estrema destra. L’opera si configura dunque come un monito politico oltre che un contributo storiografico, sottolineando la responsabilità individuale nel contrastare derive antidemocratiche.
Il “centro estremo” dal Direttorio a Weimar
Marzia Ponso
2026-01-01
Abstract
Il saggio di Johann Chapoutot analizza la fine della Repubblica di Weimar e l’ascesa del nazionalsocialismo, proponendo una lettura che intreccia ricostruzione storica e riflessione politica contemporanea. La tesi centrale individua nell’“estremo centro” – composto da élite liberal-conservatrici, industriali e mediatiche – il principale responsabile della consegna del potere ai nazisti. Attraverso un’ampia varietà di fonti, l’autore ricostruisce il passaggio da una democrazia liberale a un sistema autoritario, evidenziando il ruolo decisivo di scelte individuali, intrighi politici e calcoli opportunistici. Viene così confutata l’idea di un’ascesa inevitabile e democratica di Hitler, sottolineando come essa sia stata il risultato di decisioni consapevoli da parte delle élite. Il volume insiste inoltre sulla fragilità delle istituzioni democratiche, messe in crisi da trasformazioni istituzionali, politiche economiche e dinamiche mediatiche. In chiave comparativa, Chapoutot richiama analogie con le attuali democrazie occidentali, segnalando i rischi legati a populismo, iper-personalizzazione del potere e alleanze con l’estrema destra. L’opera si configura dunque come un monito politico oltre che un contributo storiografico, sottolineando la responsabilità individuale nel contrastare derive antidemocratiche.| File | Dimensione | Formato | |
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