La sentenza in commento, in materia di pornografia minorile, specifica l’ambito di operatività della clausola di riserva contenuta nell’art. 600-quater c.p. sulla detenzione di materiale pedopornografico. In particolare, la Corte, in continuità con la giurisprudenza precedente, ritiene che non si possa verificare l’assorbimento della detenzione nelle condotte di cessione o divulgazione di materiale pedopornografico quando gli oggetti materiali delle stesse siano differenti, così avvalorando l’atteggiamento di rigore dimostrato dalla giurisprudenza sul concorso apparente di norme e risvegliando nell’interprete le perplessità sulla effettiva offensività della condotta di detenzione. I giudici di legittimità, inoltre, ribadiscono la differenza tra divulgazione e cessione di suddetto materiale, specificando che il momento consumativo del reato di divulgazione deve individuarsi nell’upload dei files, decisione che tuttavia lascia aperti dubbi in relazione ad alcuni casi-limite.
I limiti della detenzione di materiale pedopornografico tra assorbimento e concorso di reati
Margherita Pizzoferrato
2023-01-01
Abstract
La sentenza in commento, in materia di pornografia minorile, specifica l’ambito di operatività della clausola di riserva contenuta nell’art. 600-quater c.p. sulla detenzione di materiale pedopornografico. In particolare, la Corte, in continuità con la giurisprudenza precedente, ritiene che non si possa verificare l’assorbimento della detenzione nelle condotte di cessione o divulgazione di materiale pedopornografico quando gli oggetti materiali delle stesse siano differenti, così avvalorando l’atteggiamento di rigore dimostrato dalla giurisprudenza sul concorso apparente di norme e risvegliando nell’interprete le perplessità sulla effettiva offensività della condotta di detenzione. I giudici di legittimità, inoltre, ribadiscono la differenza tra divulgazione e cessione di suddetto materiale, specificando che il momento consumativo del reato di divulgazione deve individuarsi nell’upload dei files, decisione che tuttavia lascia aperti dubbi in relazione ad alcuni casi-limite.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



