Il saggio rilegge i racconti dell'opera d'esordio di Anna Maria Ortese, "Angelici dolori", alla luce della recente riflessione teorica sulla presenza e la fisionomia della flâneuse nello spazio urbano contemporaneo. Nel suo primo libro, a tutt'oggi il meno indagato dalla critica, Ortese offre una rappresentazione del rapporto tra soggettività femminile e spazio urbano provocatoriamente moderna, in contrasto con il clima culturale e l'immagine di donna promossi dal regime fascista, nella quale l'attraversamento delle demarcazioni di genere si interseca con quello dei confini di classe.
Vagabondaggi dell’artista da giovane. Anna Maria Ortese e l’invenzione della flâneuse
Beatrice Manetti
2026-01-01
Abstract
Il saggio rilegge i racconti dell'opera d'esordio di Anna Maria Ortese, "Angelici dolori", alla luce della recente riflessione teorica sulla presenza e la fisionomia della flâneuse nello spazio urbano contemporaneo. Nel suo primo libro, a tutt'oggi il meno indagato dalla critica, Ortese offre una rappresentazione del rapporto tra soggettività femminile e spazio urbano provocatoriamente moderna, in contrasto con il clima culturale e l'immagine di donna promossi dal regime fascista, nella quale l'attraversamento delle demarcazioni di genere si interseca con quello dei confini di classe.File in questo prodotto:
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