Il contributo prende in esame alcuni aspetti della morfologia nominale delle varietà galloitaliche di Sicilia, concentrandosi in particolare sugli esiti dei suffissi latini -TŎR/-TŌRE(M) e -ĀRIU(M). A partire dal confronto tra le parlate di San Fratello, Fantina, Novara di Sicilia, Nicosia, Sperlinga e Aidone e le varietà siciliane comuni, piemontesi e liguri, l’articolo mostra come la formazione delle parole nelle colonie galloitaliche siciliane non possa essere spiegata né attraverso una semplice conservazione settentrionale né attraverso una piena adozione dei modelli siciliani. Nel caso dei continuatori di -TŎR/-TŌRE(M), il siciliano presenta il tipo compatto -turi, con valore agentivo, strumentale e locativo, mentre le varietà galloitaliche siciliane mostrano esiti differenziati, tra cui -ràur, -dùri/-dó, -dörö e -ùr(e). Tali forme rivelano una stratificazione complessa: alcune sembrano rinviare a trafile settentrionali, altre pongono problemi cronologici e fonetici che rendono improbabile un confronto diretto con il piemontese moderno o una derivazione lineare dal siciliano. Per -ĀRIU(M), il siciliano autoctono presenta il tipo -aru, accanto a esiti galloromanzi come -eri/-ieri, diffusi soprattutto in prestiti di origine normanna. Anche qui le varietà galloitaliche siciliane mostrano soluzioni plurime: -èr a San Fratello e Aidone, -àu a Fantina e Novara, -àrö a Nicosia e Sperlinga, oltre a esiti distinti per i normannismi. Il quadro complessivo conferma la necessità di distinguere tra conservazione di tratti settentrionali, adattamento di forme siciliane e introduzione di prestiti galloromanzi posteriori all’insediamento. L’analisi rafforza l’idea di una provenienza policentrica dei coloni e di successivi processi di koinizzazione, rendendo problematica ogni precisa localizzazione dell’area d’origine. I dati morfologici, più che restringere le ipotesi tradizionali, sostengono una concezione ampia dell’area di partenza, comprendente il Monferrato, l’entroterra ligure, il Piemonte meridionale e zone limitrofe lombardo-emiliane.
Tra Nord-ovest e Sicilia: note di morfologia nominale galloitalica
Rivoira, Matteo
2025-01-01
Abstract
Il contributo prende in esame alcuni aspetti della morfologia nominale delle varietà galloitaliche di Sicilia, concentrandosi in particolare sugli esiti dei suffissi latini -TŎR/-TŌRE(M) e -ĀRIU(M). A partire dal confronto tra le parlate di San Fratello, Fantina, Novara di Sicilia, Nicosia, Sperlinga e Aidone e le varietà siciliane comuni, piemontesi e liguri, l’articolo mostra come la formazione delle parole nelle colonie galloitaliche siciliane non possa essere spiegata né attraverso una semplice conservazione settentrionale né attraverso una piena adozione dei modelli siciliani. Nel caso dei continuatori di -TŎR/-TŌRE(M), il siciliano presenta il tipo compatto -turi, con valore agentivo, strumentale e locativo, mentre le varietà galloitaliche siciliane mostrano esiti differenziati, tra cui -ràur, -dùri/-dó, -dörö e -ùr(e). Tali forme rivelano una stratificazione complessa: alcune sembrano rinviare a trafile settentrionali, altre pongono problemi cronologici e fonetici che rendono improbabile un confronto diretto con il piemontese moderno o una derivazione lineare dal siciliano. Per -ĀRIU(M), il siciliano autoctono presenta il tipo -aru, accanto a esiti galloromanzi come -eri/-ieri, diffusi soprattutto in prestiti di origine normanna. Anche qui le varietà galloitaliche siciliane mostrano soluzioni plurime: -èr a San Fratello e Aidone, -àu a Fantina e Novara, -àrö a Nicosia e Sperlinga, oltre a esiti distinti per i normannismi. Il quadro complessivo conferma la necessità di distinguere tra conservazione di tratti settentrionali, adattamento di forme siciliane e introduzione di prestiti galloromanzi posteriori all’insediamento. L’analisi rafforza l’idea di una provenienza policentrica dei coloni e di successivi processi di koinizzazione, rendendo problematica ogni precisa localizzazione dell’area d’origine. I dati morfologici, più che restringere le ipotesi tradizionali, sostengono una concezione ampia dell’area di partenza, comprendente il Monferrato, l’entroterra ligure, il Piemonte meridionale e zone limitrofe lombardo-emiliane.| File | Dimensione | Formato | |
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