Il contributo analizza un corpus di settanta detti meteorologici piemontesi riconducibili al paremiotipo della “montagna con il cappello”, cioè alla presenza di nubi attorno alla cima di un rilievo come segnale di possibile mutamento atmosferico. Lo studio, collocato nel quadro del progetto ParemioRom, considera le varianti locali del modello se/quando il monte X ha il cappello, osservandone struttura formale, motivazione semantica e funzione pragmatica. L’analisi distingue due principali macrogruppi: da un lato i detti a valore predittivo e prescrittivo, nei quali l’osservazione della nuvolosità montana preannuncia il peggioramento del tempo e suggerisce comportamenti concreti legati alla pastorizia o al lavoro agricolo; dall’altro un gruppo più ampio di enunciati tautologici e ironici, del tipo “o fa brutto o fa bello”, che svuotano il proverbio della sua funzione previsionale. Questi ultimi rivelano una riflessione popolare sui limiti del sapere meteorologico tradizionale. Il corpus mostra così la coesistenza di usi pratici, memoria territoriale e consapevolezza metalinguistica all’interno della paremiologia piemontese.
«Quando la montagna ha il cappello». Detti meteorologici piemontesi tra previsione e ironia
Cugno Federica;Rivoira Matteo
2026-01-01
Abstract
Il contributo analizza un corpus di settanta detti meteorologici piemontesi riconducibili al paremiotipo della “montagna con il cappello”, cioè alla presenza di nubi attorno alla cima di un rilievo come segnale di possibile mutamento atmosferico. Lo studio, collocato nel quadro del progetto ParemioRom, considera le varianti locali del modello se/quando il monte X ha il cappello, osservandone struttura formale, motivazione semantica e funzione pragmatica. L’analisi distingue due principali macrogruppi: da un lato i detti a valore predittivo e prescrittivo, nei quali l’osservazione della nuvolosità montana preannuncia il peggioramento del tempo e suggerisce comportamenti concreti legati alla pastorizia o al lavoro agricolo; dall’altro un gruppo più ampio di enunciati tautologici e ironici, del tipo “o fa brutto o fa bello”, che svuotano il proverbio della sua funzione previsionale. Questi ultimi rivelano una riflessione popolare sui limiti del sapere meteorologico tradizionale. Il corpus mostra così la coesistenza di usi pratici, memoria territoriale e consapevolezza metalinguistica all’interno della paremiologia piemontese.| File | Dimensione | Formato | |
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