L’osservazione del paesaggio non pertiene solamente ad ambiti disciplinari più strettamente legati alle sue componenti materiali e alle sue trasformazioni fisiche – come può essere per l’architettura o la geografia – ma interroga anche l’antropologia, la sociologia e le arti della scena. Il corpo in particolare diventa – per riprendere il pensiero di Merleau-Ponty – il punto di vista per comprendere il mondo e per esperirne le varie complessità, gli spazi, le distanze, le più sottili variazioni. Negli ultimi decenni le pratiche coreografiche hanno progressivamente rivolto il proprio interesse dallo spazio teatrale convenzionale verso contesti paesaggistici, urbani e naturali, interrogando in modo nuovo la relazione tra corpo, ambiente e paesaggio. Questo cambiamento rivela numerosi aspetti, non solo relativi a una maggiore sensibilità ecologica o coscienza sociale nel proprio operato artistico, ma che indicano altresì un nuovo modo di pensare al paesaggio come interlocutore attivo, capace di influenzare e co-determinare l’esperienza performativa, ponendo nuove questioni su quale sia il nostro ruolo – come cittadini e attori sociali – nei confronti dell’ambiente che ci circonda.

Corpi e paesaggi: questioni di sostenibilità tra tendenze, normative e buone pratiche

Zardi
2025-01-01

Abstract

L’osservazione del paesaggio non pertiene solamente ad ambiti disciplinari più strettamente legati alle sue componenti materiali e alle sue trasformazioni fisiche – come può essere per l’architettura o la geografia – ma interroga anche l’antropologia, la sociologia e le arti della scena. Il corpo in particolare diventa – per riprendere il pensiero di Merleau-Ponty – il punto di vista per comprendere il mondo e per esperirne le varie complessità, gli spazi, le distanze, le più sottili variazioni. Negli ultimi decenni le pratiche coreografiche hanno progressivamente rivolto il proprio interesse dallo spazio teatrale convenzionale verso contesti paesaggistici, urbani e naturali, interrogando in modo nuovo la relazione tra corpo, ambiente e paesaggio. Questo cambiamento rivela numerosi aspetti, non solo relativi a una maggiore sensibilità ecologica o coscienza sociale nel proprio operato artistico, ma che indicano altresì un nuovo modo di pensare al paesaggio come interlocutore attivo, capace di influenzare e co-determinare l’esperienza performativa, ponendo nuove questioni su quale sia il nostro ruolo – come cittadini e attori sociali – nei confronti dell’ambiente che ci circonda.
2025
Musica sostenibile Politiche culturali, ambiente, comunità, qualità della formazione
LIM
Crescendo Collana di studi ADUIM
63
74
978-88-5543-483-6
danza, paesaggio, ecologia, sostenibilità
Zardi
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