La nota esamina la sent. n. 196/2025, con cui la Corte costituzionale è tornata sui limiti della potestà regionale nella materia “professioni”. La decisione esclude la c.d. cedevolezza invertita, ribadisce il divieto di istituire nuove figure professionali e affronta il problema della riproduzione regionale di norme statali di principio. Ne emerge una competenza concorrente ancora formalmente riconosciuta, ma ormai compressa entro margini assai ridotti, anche per effetto delle esigenze di uniformità, tutela della concorrenza e rispetto dei vincoli europei.
Per le Regioni la “soglia” delle professioni resta (e resterà?) ancora “invalicabile”. Nota a Corte cost. sent. n. 196/2025
Maria Cristina Carbone
2026-01-01
Abstract
La nota esamina la sent. n. 196/2025, con cui la Corte costituzionale è tornata sui limiti della potestà regionale nella materia “professioni”. La decisione esclude la c.d. cedevolezza invertita, ribadisce il divieto di istituire nuove figure professionali e affronta il problema della riproduzione regionale di norme statali di principio. Ne emerge una competenza concorrente ancora formalmente riconosciuta, ma ormai compressa entro margini assai ridotti, anche per effetto delle esigenze di uniformità, tutela della concorrenza e rispetto dei vincoli europei.File in questo prodotto:
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