L’articolo intende analizzare i poteri amministrativi di vigilanza e sanzionatori degli abusi edilizi, richiamandone la natura doverosa e vincolata nel quadro del d.p.r. n. 380/2001. In questa prospettiva l’Autore esamina i meccanismi di regolarizzazione dei medesimi abusi edilizi, distinguendo nettamente tra sanatoria ordinaria e condoni straordinari, questi ultimi qualificati come strumenti eccezionali del nostro ordinamento. Aspetto fondamentale della sanatoria ordinaria è il requisito della “doppia conformità”, che deve essere inteso come principio fondamentale del corretto governo del territorio e garanzia di continuità della disciplina urbanistica nel tempo. L’articolo indaga poi il rapporto tra regolarità urbanistico-edilizia e libertà di iniziativa economica, valorizzando la conformità edilizia come condizione abilitante dell’attività d’impresa. In tale ottica, pertanto, la regolarità edilizia emerge come requisito strutturale di legittimità, sicurezza e affidabilità economica degli investimenti da parte delle imprese. Tutto ciò deve essere correttamente inquadrato alla luce della probabile adozione di un nuovo Codice dell’edilizia e delle costruzioni, in relazione al quale l’Autore evidenzia il rischio che la promessa semplificazione normativa ed amministrativa si possa in realtà tradurre nella surrettizia introduzione di nuove ipotesi di condono edilizio.
Il controllo amministrativo sugli abusi edilizi e la necessità di un nuovo punto di equilibrio con l’attività d’impresa
ricciardo calderaro michele
2026-01-01
Abstract
L’articolo intende analizzare i poteri amministrativi di vigilanza e sanzionatori degli abusi edilizi, richiamandone la natura doverosa e vincolata nel quadro del d.p.r. n. 380/2001. In questa prospettiva l’Autore esamina i meccanismi di regolarizzazione dei medesimi abusi edilizi, distinguendo nettamente tra sanatoria ordinaria e condoni straordinari, questi ultimi qualificati come strumenti eccezionali del nostro ordinamento. Aspetto fondamentale della sanatoria ordinaria è il requisito della “doppia conformità”, che deve essere inteso come principio fondamentale del corretto governo del territorio e garanzia di continuità della disciplina urbanistica nel tempo. L’articolo indaga poi il rapporto tra regolarità urbanistico-edilizia e libertà di iniziativa economica, valorizzando la conformità edilizia come condizione abilitante dell’attività d’impresa. In tale ottica, pertanto, la regolarità edilizia emerge come requisito strutturale di legittimità, sicurezza e affidabilità economica degli investimenti da parte delle imprese. Tutto ciò deve essere correttamente inquadrato alla luce della probabile adozione di un nuovo Codice dell’edilizia e delle costruzioni, in relazione al quale l’Autore evidenzia il rischio che la promessa semplificazione normativa ed amministrativa si possa in realtà tradurre nella surrettizia introduzione di nuove ipotesi di condono edilizio.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
ricciardo calderaro michele_DEI 2-2026.pdf
Accesso riservato
Tipo di file:
PDF EDITORIALE
Dimensione
804.59 kB
Formato
Adobe PDF
|
804.59 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



