Promuovere l’inclusione di atleti con disabilità nel calcio richiede un’organizzazione del setting di allenamento e competizione che favorisca partecipazione attiva, apprendimento e condizioni di equità. Questo studio pilota ha esplorato la relazione tra indicatori di performance tecnico-motoria e dimensioni psicosociali, considerando una classificazione interna dei livelli di gioco. Metodo Hanno partecipato 31 atleti maschi con disabilità (età media = 27,64 ± 8,38 anni) appartenenti a una società sportiva dilettantistica e seguiti per due stagioni (2020–2021; 2021–2022); 14 atleti hanno partecipato a entrambe le stagioni. La valutazione ha incluso una batteria di test di campo con e senza palla e un questionario esplorativo compilato dallo staff multidisciplinare, articolato in dimensioni sport-specifiche, motorie e psicologiche. Le differenze tra gruppi di livello (agonistico, pre-agonistico, promozionale) sono state analizzate con test di Kruskal-Wallis; le associazioni tra variabili con correlazioni di Spearman. Risultati. Sono emerse differenze tra i gruppi soprattutto nelle valutazioni dello staff, in particolare nelle dimensioni motoria e psicologica. Nei test motori, le differenze risultano meno sistematiche, con tendenza a una maggiore discriminazione nelle prove con palla. Conclusioni. In un contesto di calcio paralimpico, l’integrazione tra osservazione strutturata e misure oggettive può supportare una classificazione interna più trasparente e funzionale. Studi futuri dovrebbero includere campioni più ampi, criteri di assegnazione ai gruppi definiti a priori e indicatori di performance in gara.
Fattori psicosociali e performance e nel calcio paralimpico: uno studio pilota
Mosso C. O.
First
Membro del Collaboration Group
;
2026-01-01
Abstract
Promuovere l’inclusione di atleti con disabilità nel calcio richiede un’organizzazione del setting di allenamento e competizione che favorisca partecipazione attiva, apprendimento e condizioni di equità. Questo studio pilota ha esplorato la relazione tra indicatori di performance tecnico-motoria e dimensioni psicosociali, considerando una classificazione interna dei livelli di gioco. Metodo Hanno partecipato 31 atleti maschi con disabilità (età media = 27,64 ± 8,38 anni) appartenenti a una società sportiva dilettantistica e seguiti per due stagioni (2020–2021; 2021–2022); 14 atleti hanno partecipato a entrambe le stagioni. La valutazione ha incluso una batteria di test di campo con e senza palla e un questionario esplorativo compilato dallo staff multidisciplinare, articolato in dimensioni sport-specifiche, motorie e psicologiche. Le differenze tra gruppi di livello (agonistico, pre-agonistico, promozionale) sono state analizzate con test di Kruskal-Wallis; le associazioni tra variabili con correlazioni di Spearman. Risultati. Sono emerse differenze tra i gruppi soprattutto nelle valutazioni dello staff, in particolare nelle dimensioni motoria e psicologica. Nei test motori, le differenze risultano meno sistematiche, con tendenza a una maggiore discriminazione nelle prove con palla. Conclusioni. In un contesto di calcio paralimpico, l’integrazione tra osservazione strutturata e misure oggettive può supportare una classificazione interna più trasparente e funzionale. Studi futuri dovrebbero includere campioni più ampi, criteri di assegnazione ai gruppi definiti a priori e indicatori di performance in gara.| File | Dimensione | Formato | |
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Mosso,+Bagnato,+Fattori+psicosociali+e+performance+e+nel+calcio+paralimpico-+uno+studio+pilota+2026.pdf
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