Il contributo analizza le principali problematiche giuridiche e gestionali connesse all'alienazione e alla trasformazione degli edifici ecclesiastici, proponendo il superamento di un approccio fondato sull'emergenza a favore di una strategia sistematica e partecipativa. Dopo aver ricostruito il quadro normativo canonico e civile relativo all'alienazione dei beni ecclesiastici e alla riduzione delle chiese a uso profano non indecoroso, il capitolo esamina criticamente la disciplina italiana, mettendola a confronto con alcune esperienze straniere, in particolare quelle di Belgio e Francia, caratterizzate da modelli più flessibili di riuso e di uso misto. Muovendo dalla qualificazione delle chiese dismesse quali "beni comuni", vengono prospettati alcuni strumenti giuridici idonei a favorirne una gestione condivisa, tra cui i patti di collaborazione, le fondazioni di partecipazione e i trust. Il contributo si conclude con un decalogo di principi operativi volto a orientare le future politiche di gestione e riuso del patrimonio ecclesiastico, valorizzando il coinvolgimento delle comunità locali, la cooperazione tra autorità ecclesiastiche e civili e un approccio coerente con le più recenti evoluzioni del diritto del patrimonio culturale.
Problematiche normative e gestionali per le alienazioni e le trasformazioni di beni ecclesiastici: da un paradigma emergenziale verso un approccio sistematico?
Davide Dimodugno
2026-01-01
Abstract
Il contributo analizza le principali problematiche giuridiche e gestionali connesse all'alienazione e alla trasformazione degli edifici ecclesiastici, proponendo il superamento di un approccio fondato sull'emergenza a favore di una strategia sistematica e partecipativa. Dopo aver ricostruito il quadro normativo canonico e civile relativo all'alienazione dei beni ecclesiastici e alla riduzione delle chiese a uso profano non indecoroso, il capitolo esamina criticamente la disciplina italiana, mettendola a confronto con alcune esperienze straniere, in particolare quelle di Belgio e Francia, caratterizzate da modelli più flessibili di riuso e di uso misto. Muovendo dalla qualificazione delle chiese dismesse quali "beni comuni", vengono prospettati alcuni strumenti giuridici idonei a favorirne una gestione condivisa, tra cui i patti di collaborazione, le fondazioni di partecipazione e i trust. Il contributo si conclude con un decalogo di principi operativi volto a orientare le future politiche di gestione e riuso del patrimonio ecclesiastico, valorizzando il coinvolgimento delle comunità locali, la cooperazione tra autorità ecclesiastiche e civili e un approccio coerente con le più recenti evoluzioni del diritto del patrimonio culturale.| File | Dimensione | Formato | |
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