La Germania dispone del sistema più articolato d’Europa per il contrasto all’antisemitismo, fondato su un intreccio di norme costituzionali e penali, dispositivi amministrativi e un’infrastruttura educativa e memoriale capillare. Tuttavia, i dati del sistema RIAS documentano 8.627 episodi di antisemitismo nel 2024, con un incremento dell’80% rispetto all’anno precedente. Attraverso la lente della geografia culturale, questo articolo analizza tale apparente paradosso non come un fallimento delle politiche pubbliche, ma come il risultato di un’asimmetria spaziale strutturale: mentre il sistema tedesco produce spazi territorializzati della memoria e della responsabilità (memoriali, scuole, curricula, politiche educative), l’antisemitismo contemporaneo opera prevalentemente in spazi deterritorializzati (piattaforme digitali, narrazioni transnazionali, reti diasporiche). L’analisi mostra come il federalismo generi geografie normative frammentate, come l’apparato educativo incontri limiti in una società sempre più multiculturale e come nuove forme di antisemitismo, in particolare negli spazi universitari e digitali, sfuggano ai dispositivi tradizionali di riconoscimento e prevenzione. L’articolo sostiene infine la necessità di ripensare il contrasto all’antisemitismo come una politica spaziale multilivello, capace di operare anche oltre i luoghi fisici della memoria.
Spazi della memoria e spazi dell'odio: il contrasto all'antisemitismo nella Germania contemporanea
Daniela Santus
2026-01-01
Abstract
La Germania dispone del sistema più articolato d’Europa per il contrasto all’antisemitismo, fondato su un intreccio di norme costituzionali e penali, dispositivi amministrativi e un’infrastruttura educativa e memoriale capillare. Tuttavia, i dati del sistema RIAS documentano 8.627 episodi di antisemitismo nel 2024, con un incremento dell’80% rispetto all’anno precedente. Attraverso la lente della geografia culturale, questo articolo analizza tale apparente paradosso non come un fallimento delle politiche pubbliche, ma come il risultato di un’asimmetria spaziale strutturale: mentre il sistema tedesco produce spazi territorializzati della memoria e della responsabilità (memoriali, scuole, curricula, politiche educative), l’antisemitismo contemporaneo opera prevalentemente in spazi deterritorializzati (piattaforme digitali, narrazioni transnazionali, reti diasporiche). L’analisi mostra come il federalismo generi geografie normative frammentate, come l’apparato educativo incontri limiti in una società sempre più multiculturale e come nuove forme di antisemitismo, in particolare negli spazi universitari e digitali, sfuggano ai dispositivi tradizionali di riconoscimento e prevenzione. L’articolo sostiene infine la necessità di ripensare il contrasto all’antisemitismo come una politica spaziale multilivello, capace di operare anche oltre i luoghi fisici della memoria.| File | Dimensione | Formato | |
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