Il volume collettivo esplora le dinamiche in evoluzione delle comunità immaginate nell’Africa contemporanea attraverso la lente della produzione culturale nel campo musicale e in quello dei media audiovisivi. Il testo adotta un approccio interdisciplinare, etnografico e comparativo per esaminare in che modo le industrie culturali africane contribuiscano a riconfigurare le nozioni di comunità e sovranità. Attingendo al concetto di comunità immaginate di Anderson, il libro sostiene che l’innovazione tecnologica abbia destabilizzato i confini nazionali tradizionali, consentendo alle comunità di espandersi a livello transnazionale o di contrarsi in formazioni localizzate e di nicchia. Queste configurazioni emergenti — simili a reti, silos o bolle — mettono in discussione il modello dello Stato-nazione delimitato geograficamente. Il volume mette in primo piano le prospettive dei produttori culturali, le cui pratiche sono plasmate dall’interazione tra imperativi artistici, politici ed economici. Dimostra che le comunità che gli artisti contribuiscono a immaginare non sono solo il prodotto dell’espressione culturale, ma anche delle dinamiche di mercato influenzate dalla globalizzazione neoliberista e dai discorsi nazionalisti in ripresa. Analizzando le tensioni tra orientamenti localisti, nazionali e panafricani nei contenuti culturali, il libro rivela come le industrie culturali facciano da mediatori tra forze contrapposte di frammentazione e integrazione. Ampliando la ricerca accademica esistente, Imagined Sovereignties sostiene che le comunità immaginate siano co-costituite da processi culturali, politici, economici e materiali. Questa comprensione sfumata sottolinea la necessità di riconsiderare i concetti di sovranità e appartenenza nei panorami mediatici africani in rapida trasformazione.
Imagined Sovereignties in African Cultural Industries. National Belonging on the Move
Alessandro Jedlowski;Irene Bono
2026-01-01
Abstract
Il volume collettivo esplora le dinamiche in evoluzione delle comunità immaginate nell’Africa contemporanea attraverso la lente della produzione culturale nel campo musicale e in quello dei media audiovisivi. Il testo adotta un approccio interdisciplinare, etnografico e comparativo per esaminare in che modo le industrie culturali africane contribuiscano a riconfigurare le nozioni di comunità e sovranità. Attingendo al concetto di comunità immaginate di Anderson, il libro sostiene che l’innovazione tecnologica abbia destabilizzato i confini nazionali tradizionali, consentendo alle comunità di espandersi a livello transnazionale o di contrarsi in formazioni localizzate e di nicchia. Queste configurazioni emergenti — simili a reti, silos o bolle — mettono in discussione il modello dello Stato-nazione delimitato geograficamente. Il volume mette in primo piano le prospettive dei produttori culturali, le cui pratiche sono plasmate dall’interazione tra imperativi artistici, politici ed economici. Dimostra che le comunità che gli artisti contribuiscono a immaginare non sono solo il prodotto dell’espressione culturale, ma anche delle dinamiche di mercato influenzate dalla globalizzazione neoliberista e dai discorsi nazionalisti in ripresa. Analizzando le tensioni tra orientamenti localisti, nazionali e panafricani nei contenuti culturali, il libro rivela come le industrie culturali facciano da mediatori tra forze contrapposte di frammentazione e integrazione. Ampliando la ricerca accademica esistente, Imagined Sovereignties sostiene che le comunità immaginate siano co-costituite da processi culturali, politici, economici e materiali. Questa comprensione sfumata sottolinea la necessità di riconsiderare i concetti di sovranità e appartenenza nei panorami mediatici africani in rapida trasformazione.| File | Dimensione | Formato | |
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