A partire dagli anni ʼ80, studi sociologici e letterari di taglio femminista si sono interrogati sulla possibilità di rintracciare, nella città moderna delineatasi dalla seconda metà del XIX secolo, una figura femminile corrispondente a quella del flâneur tratteggiato da Baudelaire. Nella riattualizzazione del dibattito, la figura della flâneuse, la donna che passeggia per la città senza uno scopo preciso, per il puro piacere di ricavarne degli stimoli e scardinando gli stereotipi di genere a lei ascritti, pare avere assunto il ruolo di simbolo. Intorno al termine chiave di flâneuse paiono infatti coagularsi, in forma quasi trans-storica, grumi fondamentali che testimoniano fenomeni di emarginazione, mancata inclusione, disuguaglianza. Gli ostacoli materiali rimossi nel tempo sono innegabili, ma, come Woolf già individua in A Room of One’s Own (1929), quelli immateriali, infinitamente più subdoli, possono essere ugualmente gravosi. Il presente volume raccoglie lo stimolo offerto dall’idea di flâne- use con contributi che si spingono al di là dell’immagine suggestiva da essa offerta per esplorarne le problematiche implicazioni. In tale senso, l’analisi muove dall’esame del rapporto fra donne e città nei testi letterari dei primi decenni del XX secolo (Woolf, Mansfield, Ortese, Rhys, Joyce, Barnes) per aprirsi a prospettive interdisciplinari. Nella seconda sezione del volume il nodo donne-spazio-stereotipi viene dunque affrontato mobilitando linguistica, architettura, urbanistica e storia dell’arte. Infine, la terza parte offre testimonianze delle associazioni attive sul territorio nazionale e locale, e il resoconto di attività condotte nelle scuole, con l’intento di tradurre la riflessione – e l’urgenza degli spunti da essa sollecitati – in proposte operative.
La flâneuse. Dal testo letterario alla città contemporanea
Federico Sabatini
2026-01-01
Abstract
A partire dagli anni ʼ80, studi sociologici e letterari di taglio femminista si sono interrogati sulla possibilità di rintracciare, nella città moderna delineatasi dalla seconda metà del XIX secolo, una figura femminile corrispondente a quella del flâneur tratteggiato da Baudelaire. Nella riattualizzazione del dibattito, la figura della flâneuse, la donna che passeggia per la città senza uno scopo preciso, per il puro piacere di ricavarne degli stimoli e scardinando gli stereotipi di genere a lei ascritti, pare avere assunto il ruolo di simbolo. Intorno al termine chiave di flâneuse paiono infatti coagularsi, in forma quasi trans-storica, grumi fondamentali che testimoniano fenomeni di emarginazione, mancata inclusione, disuguaglianza. Gli ostacoli materiali rimossi nel tempo sono innegabili, ma, come Woolf già individua in A Room of One’s Own (1929), quelli immateriali, infinitamente più subdoli, possono essere ugualmente gravosi. Il presente volume raccoglie lo stimolo offerto dall’idea di flâne- use con contributi che si spingono al di là dell’immagine suggestiva da essa offerta per esplorarne le problematiche implicazioni. In tale senso, l’analisi muove dall’esame del rapporto fra donne e città nei testi letterari dei primi decenni del XX secolo (Woolf, Mansfield, Ortese, Rhys, Joyce, Barnes) per aprirsi a prospettive interdisciplinari. Nella seconda sezione del volume il nodo donne-spazio-stereotipi viene dunque affrontato mobilitando linguistica, architettura, urbanistica e storia dell’arte. Infine, la terza parte offre testimonianze delle associazioni attive sul territorio nazionale e locale, e il resoconto di attività condotte nelle scuole, con l’intento di tradurre la riflessione – e l’urgenza degli spunti da essa sollecitati – in proposte operative.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



