Il contributo analizza gli anni formativi di Anna Maria Brizio e Noemi Gabrielli all’Università di Torino sotto la guida di Lionello Venturi, evidenziando l’influenza metodologica e critica esercitata dal maestro sulle due studiose piemontesi. Attraverso l’esame delle loro tesi di laurea, delle prime pubblicazioni dedicate a Paolo Veronese e del dibattito critico sul tonalismo e sul cromatismo nella pittura veneziana del Cinquecento, emerge la ricezione delle teorie venturiane sul “tono”, sul rapporto tra arte antica e contemporanea e sull’importanza dell’espressione artistica. Il saggio mette inoltre a confronto i percorsi scientifici delle due storiche dell’arte durante gli anni romani presso la Scuola di perfezionamento di Adolfo Venturi e nelle successive esperienze professionali, mostrando come entrambe abbiano sviluppato e rielaborato nel tempo l’eredità intellettuale del loro maestro. L’intervento intende quindi restituire centralità a una fase ancora poco approfondita della loro formazione, fondamentale per comprendere il successivo ruolo di Brizio e Gabrielli nella cultura storico-artistica italiana del Novecento.
Le allieve di Lionello Venturi a Torino: Anna Maria Brizio e Noemi Gabrielli
Alice Cutulle'
In corso di stampa
Abstract
Il contributo analizza gli anni formativi di Anna Maria Brizio e Noemi Gabrielli all’Università di Torino sotto la guida di Lionello Venturi, evidenziando l’influenza metodologica e critica esercitata dal maestro sulle due studiose piemontesi. Attraverso l’esame delle loro tesi di laurea, delle prime pubblicazioni dedicate a Paolo Veronese e del dibattito critico sul tonalismo e sul cromatismo nella pittura veneziana del Cinquecento, emerge la ricezione delle teorie venturiane sul “tono”, sul rapporto tra arte antica e contemporanea e sull’importanza dell’espressione artistica. Il saggio mette inoltre a confronto i percorsi scientifici delle due storiche dell’arte durante gli anni romani presso la Scuola di perfezionamento di Adolfo Venturi e nelle successive esperienze professionali, mostrando come entrambe abbiano sviluppato e rielaborato nel tempo l’eredità intellettuale del loro maestro. L’intervento intende quindi restituire centralità a una fase ancora poco approfondita della loro formazione, fondamentale per comprendere il successivo ruolo di Brizio e Gabrielli nella cultura storico-artistica italiana del Novecento.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



