Muovendo dai materiali censiti dal progetto AMargine, il contributo indaga le tracce di lettura lasciate da Franco Fortini ed Edoardo Sanguineti sui loro volumi danteschi. L’analisi delle postille mostra come Dante costituisca, per entrambi, un caso peculiare rispetto alle abituali pratiche di annotazione: Fortini sospende la dimensione di riscrittura e polemica che caratterizza i suoi interventi marginali più cospicui, mentre in Sanguineti l’abituale economia dei segni lascia spazio, almeno in un caso, a una annotazione fittissima, verbale ed esplicativa. Le biblioteche d’autore emergono così come spazi privilegiati per osservare la trasformazione della lettura in attività intellettuale, consentendo di precisare forme e modalità della ricezione novecentesca di Dante.
Fortini e Sanguineti sui margini di Dante
Davide Dalmas
2026-01-01
Abstract
Muovendo dai materiali censiti dal progetto AMargine, il contributo indaga le tracce di lettura lasciate da Franco Fortini ed Edoardo Sanguineti sui loro volumi danteschi. L’analisi delle postille mostra come Dante costituisca, per entrambi, un caso peculiare rispetto alle abituali pratiche di annotazione: Fortini sospende la dimensione di riscrittura e polemica che caratterizza i suoi interventi marginali più cospicui, mentre in Sanguineti l’abituale economia dei segni lascia spazio, almeno in un caso, a una annotazione fittissima, verbale ed esplicativa. Le biblioteche d’autore emergono così come spazi privilegiati per osservare la trasformazione della lettura in attività intellettuale, consentendo di precisare forme e modalità della ricezione novecentesca di Dante.| File | Dimensione | Formato | |
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