Volontà e arbitrio trovano come un banco di prova nelle preclusioni redibitorie dell’art. 1492, comma 3, c.c. Le note questioni che agitano la materia possono rileggersi in quest’ottica: se la restituzione al venditore della cosa viziata sia co-elemento o effetto della fattispecie risolutoria (se venga «prima» o «dopo» la risoluzione); oppure, se la norma tolleri interpretazioni analogico-estensive e quali; o infine – per andare alla radice – se la "redhibitoria" sia davvero una risoluzione. Come sempre è la "ratio" a dover dire l’ultima parola, ma qui una "ratio" sovente manipolata, in giurisprudenza, da sovra-interpretazioni o eccessi di zelo, che rischiano di fomentare l’abuso, se non il capriccio, del compratore di cosa viziata.
Volontà e arbitrio nelle preclusioni redibitorie dell'art. 1492, comma 3, c.c.
EDOARDO FERRANTE
2025-01-01
Abstract
Volontà e arbitrio trovano come un banco di prova nelle preclusioni redibitorie dell’art. 1492, comma 3, c.c. Le note questioni che agitano la materia possono rileggersi in quest’ottica: se la restituzione al venditore della cosa viziata sia co-elemento o effetto della fattispecie risolutoria (se venga «prima» o «dopo» la risoluzione); oppure, se la norma tolleri interpretazioni analogico-estensive e quali; o infine – per andare alla radice – se la "redhibitoria" sia davvero una risoluzione. Come sempre è la "ratio" a dover dire l’ultima parola, ma qui una "ratio" sovente manipolata, in giurisprudenza, da sovra-interpretazioni o eccessi di zelo, che rischiano di fomentare l’abuso, se non il capriccio, del compratore di cosa viziata.| File | Dimensione | Formato | |
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