L’edizione di sabato 13 dicembre 1980 del quotidiano La Stampa, edito a Torino ma diffuso in tutta Italia, contiene un articolo dal titolo sibillino “Se non ti piace il film il tuo video diventa un flipper”. L’anonimo autore racconta di una novità che sarà possibile acquistare come strenna per il Natale: “le apparecchiature per fare in casa i giochi che al bar si fanno coi videogiochi” (Anonimo, 1980, p. 7). Questa formula forse più involuta del necessario - ma è il tentativo di definire qualcosa per cui nel 1980 non esiste un sostantivo italiano condiviso - si riferisce a quelle che oggi comunemente sono definite console da gioco. Apparecchi che, collegati a un televisore o a un altro tipo di monitor, permettono di riprodurre cartucce, dischetti, cd, DVD o altri supporti contenenti videogiochi. L’articolo è piuttosto breve ed è inserito in una pagina di consigli per i doni natalizi, dunque si può ipotizzare che non si tratti di un testo considerato particolarmente rilevante dalla redazione de La Stampa, ma racconta quattro circostanze storiche interessanti e utili a comprendere il contesto nel quale il videogioco, come prodotto commerciale, passatempo giovanile, e oggetto (sub)culturale, diviene popolare in Italia.

Eine kurze Geschichte der Computerspiele in Italien und einige Uberlegungen zu ihrer Gegenwart

Fassone, R.
2024-01-01

Abstract

L’edizione di sabato 13 dicembre 1980 del quotidiano La Stampa, edito a Torino ma diffuso in tutta Italia, contiene un articolo dal titolo sibillino “Se non ti piace il film il tuo video diventa un flipper”. L’anonimo autore racconta di una novità che sarà possibile acquistare come strenna per il Natale: “le apparecchiature per fare in casa i giochi che al bar si fanno coi videogiochi” (Anonimo, 1980, p. 7). Questa formula forse più involuta del necessario - ma è il tentativo di definire qualcosa per cui nel 1980 non esiste un sostantivo italiano condiviso - si riferisce a quelle che oggi comunemente sono definite console da gioco. Apparecchi che, collegati a un televisore o a un altro tipo di monitor, permettono di riprodurre cartucce, dischetti, cd, DVD o altri supporti contenenti videogiochi. L’articolo è piuttosto breve ed è inserito in una pagina di consigli per i doni natalizi, dunque si può ipotizzare che non si tratti di un testo considerato particolarmente rilevante dalla redazione de La Stampa, ma racconta quattro circostanze storiche interessanti e utili a comprendere il contesto nel quale il videogioco, come prodotto commerciale, passatempo giovanile, e oggetto (sub)culturale, diviene popolare in Italia.
2024
1
78
129
140
Videogiochi, storia dei media
Fassone, R.
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