La creazione della nuova sezione archeologica del Museo di Sant’Anastasio ad Asti (MU.AR) ha offerto l’opportunità di riesaminare il patrimonio epigrafico romano di Hasta. Il contributo illustra i risultati del riordino della collezione lapidaria, che comprende una ventina di iscrizioni provenienti dalla città e dal suo territorio. Accanto alla rianalisi di testi già noti, vengono presi in esame tre monumenti in gran parte inediti: un altare funerario di un decurione sia di Hasta sia di Alba Pompeia; una stele funeraria in pietra di Aurisina, significativa per lo studio delle reti di approvvigionamento lapideo; e un altare pubblico dedicato a Iuppiter Optimus Maximus Conservator, probabilmente connesso a una crisi cittadina. L’articolo propone inoltre nuove osservazioni su iscrizioni già edite e illustra i criteri museografici del nuovo allestimento.
Un nuovo lapidario ad Asti per la storia della città romana. Alcune note epigrafiche
Silvia Giorcelli Bersani
2026-01-01
Abstract
La creazione della nuova sezione archeologica del Museo di Sant’Anastasio ad Asti (MU.AR) ha offerto l’opportunità di riesaminare il patrimonio epigrafico romano di Hasta. Il contributo illustra i risultati del riordino della collezione lapidaria, che comprende una ventina di iscrizioni provenienti dalla città e dal suo territorio. Accanto alla rianalisi di testi già noti, vengono presi in esame tre monumenti in gran parte inediti: un altare funerario di un decurione sia di Hasta sia di Alba Pompeia; una stele funeraria in pietra di Aurisina, significativa per lo studio delle reti di approvvigionamento lapideo; e un altare pubblico dedicato a Iuppiter Optimus Maximus Conservator, probabilmente connesso a una crisi cittadina. L’articolo propone inoltre nuove osservazioni su iscrizioni già edite e illustra i criteri museografici del nuovo allestimento.| File | Dimensione | Formato | |
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