A partire dai primi anni Duemila alcuni studi hanno sollevato dei dubbi sull’esistenza della varietà diastratica bassa nota in letteratura come italiano popolare, considerata oramai ‘svuotata’ delle sue due anime sociale e linguistica a seguito di un mutamento socioculturale e linguistico cinquantennale che ha avuto come risultato un numero sempre minore di parlanti semicolti e il riassestamento del repertorio dell’italiano con la conseguente demotizzazione della norma standard. Fermo restando che un fisiologico ridimensionamento dell’italiano popolare c’è stato, il persistere di differenze di natura socio-economica permette ancora oggi di isolare gruppi di parlanti appartenenti a categorie sociali svantaggiate e di indagare se la loro varietà possa ancora definirsi popolare. Questo studio si pone tale obiettivo. Per perseguirlo, si darà dapprima una descrizione di cosa si debba intendere oggi per “italiano popolare” e se ne isoleranno i tratti che lo caratterizzano, tenendo conto di quanto suggerito dalla letteratura. Di questi tratti si daranno poi esempi di occorrenze rinvenute nel parlato di giovani non laureati marsicani, raccolto in un corpus di recente creazione (Nec Sine). Se ne analizzerà poi la distribuzione (tenendo anche conto dell’impatto che il sostrato dialettale – del cui rapporto con l’italiano si darà una breve descrizione – ha nelle produzioni di parlanti con basso grado di scolarizzazione), che verrà computata con strumenti di analisi statistica. Il risultato dell’indagine permetterà di dare una prima dimostrazione empirica del fatto che l’italiano popolare esiste ancora, e la sua descrizione può essere utile a raffinare ciò che sappiamo non solo al riguardo di questa varietà, ma anche del rapporto fra variazione sociale e interindividuale all’interno di un gruppo abbastanza eterogeneo. Starting from the early 2000s, some studies have raised doubts about the existence of the socially ‘low’ variety known as italiano popolare, by assuming that it lost both its social and linguistic ‘souls’ due to a fifty-years long socio-linguistic-cultural change that has resulted in a smaller number of semi-cultivated speakers and in the rearrangement of the Italian repertory, resulting in the demotization of the standard norm. Given that a physiological downsizing of italiano popolare actually happened, it is also undeniable that some sort of still existing socio-economic differences make it possible to isolate groups of speakers belonging to disadvantaged social categories and to enquiry if the variety they speak can still be considered as “popolare”. This study sets itself that goal. In order to achieve it, I will first give a description of what is meant today by italiano popolare. The traits that, according to literature, still characterize it will be then isolated and examples of tokens of these traits found in the speech of non-graduated young speakers from Marsica region (Italy) will be given. The distribution of these traits will then be analyzed by using statistical analysis tools (also by taking into account the impact that the dialectal substratum – whose relationship with standard Italian will be briefly described – has on the speech of the group). The result of the survey will allow us to give a first empirical demonstration of the fact that italiano popolare still exists, and that its description can turn to be useful to refine not only what we know about this variety, but also about the relationship between interindividual and social variation within a fairly heterogeneous social group.

L'italiano popolare nel parlato di giovani della Marsica orientale: evidenze dal corpus Nec Sine

Enzo Santilli
First
2024-01-01

Abstract

A partire dai primi anni Duemila alcuni studi hanno sollevato dei dubbi sull’esistenza della varietà diastratica bassa nota in letteratura come italiano popolare, considerata oramai ‘svuotata’ delle sue due anime sociale e linguistica a seguito di un mutamento socioculturale e linguistico cinquantennale che ha avuto come risultato un numero sempre minore di parlanti semicolti e il riassestamento del repertorio dell’italiano con la conseguente demotizzazione della norma standard. Fermo restando che un fisiologico ridimensionamento dell’italiano popolare c’è stato, il persistere di differenze di natura socio-economica permette ancora oggi di isolare gruppi di parlanti appartenenti a categorie sociali svantaggiate e di indagare se la loro varietà possa ancora definirsi popolare. Questo studio si pone tale obiettivo. Per perseguirlo, si darà dapprima una descrizione di cosa si debba intendere oggi per “italiano popolare” e se ne isoleranno i tratti che lo caratterizzano, tenendo conto di quanto suggerito dalla letteratura. Di questi tratti si daranno poi esempi di occorrenze rinvenute nel parlato di giovani non laureati marsicani, raccolto in un corpus di recente creazione (Nec Sine). Se ne analizzerà poi la distribuzione (tenendo anche conto dell’impatto che il sostrato dialettale – del cui rapporto con l’italiano si darà una breve descrizione – ha nelle produzioni di parlanti con basso grado di scolarizzazione), che verrà computata con strumenti di analisi statistica. Il risultato dell’indagine permetterà di dare una prima dimostrazione empirica del fatto che l’italiano popolare esiste ancora, e la sua descrizione può essere utile a raffinare ciò che sappiamo non solo al riguardo di questa varietà, ma anche del rapporto fra variazione sociale e interindividuale all’interno di un gruppo abbastanza eterogeneo. Starting from the early 2000s, some studies have raised doubts about the existence of the socially ‘low’ variety known as italiano popolare, by assuming that it lost both its social and linguistic ‘souls’ due to a fifty-years long socio-linguistic-cultural change that has resulted in a smaller number of semi-cultivated speakers and in the rearrangement of the Italian repertory, resulting in the demotization of the standard norm. Given that a physiological downsizing of italiano popolare actually happened, it is also undeniable that some sort of still existing socio-economic differences make it possible to isolate groups of speakers belonging to disadvantaged social categories and to enquiry if the variety they speak can still be considered as “popolare”. This study sets itself that goal. In order to achieve it, I will first give a description of what is meant today by italiano popolare. The traits that, according to literature, still characterize it will be then isolated and examples of tokens of these traits found in the speech of non-graduated young speakers from Marsica region (Italy) will be given. The distribution of these traits will then be analyzed by using statistical analysis tools (also by taking into account the impact that the dialectal substratum – whose relationship with standard Italian will be briefly described – has on the speech of the group). The result of the survey will allow us to give a first empirical demonstration of the fact that italiano popolare still exists, and that its description can turn to be useful to refine not only what we know about this variety, but also about the relationship between interindividual and social variation within a fairly heterogeneous social group.
2024
48
297
330
Enzo Santilli
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2318/2165750
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