Il contributo si propone di interrogare criticamente le modalità attraverso cui le migrazioni minorili sono oggi pensate e narrate, mettendo in luce le implicazioni politiche, discorsive ed epistemologiche di tali rappresentazioni. A partire da una riflessione sulle politiche migratorie, tra logiche del controllo e del deficit, il contributo analizza i processi attraverso cui le narrazioni egemoniche contribuiscono a riprodurre gerarchie sociali, disuguaglianze e forme di oppressione, incidendo sulle possibilità di autorappresentazione delle persone migranti e sui processi di costruzione delle soggettività. In questa prospettiva, la colonialità del potere e la marginalizzazione dei saperi costituiscono dimensioni centrali per comprendere la produzione e la legittimazione delle rappresentazioni dominanti. Il contributo approfondisce, inoltre, le principali narrazioni egemoniche sulla migrazione e i loro effetti, con particolare attenzione ai minori migranti, spesso rappresentati come fragili, bisognosi, fuori posto, privi di risorse o devianti. A partire da queste considerazioni, viene delineata una pedagogia critica dell’accoglienza, fondata sulla decostruzione delle narrazioni svalutanti, sulla vigilanza etica rispetto alle asimmetrie che attraversano le relazioni educative e di ricerca e sulla valorizzazione dei saperi marginalizzati.
Tra confini e incontri. Co-costruire nuove grammatiche educative nelle migrazioni minorili
Federica Matera
2026-01-01
Abstract
Il contributo si propone di interrogare criticamente le modalità attraverso cui le migrazioni minorili sono oggi pensate e narrate, mettendo in luce le implicazioni politiche, discorsive ed epistemologiche di tali rappresentazioni. A partire da una riflessione sulle politiche migratorie, tra logiche del controllo e del deficit, il contributo analizza i processi attraverso cui le narrazioni egemoniche contribuiscono a riprodurre gerarchie sociali, disuguaglianze e forme di oppressione, incidendo sulle possibilità di autorappresentazione delle persone migranti e sui processi di costruzione delle soggettività. In questa prospettiva, la colonialità del potere e la marginalizzazione dei saperi costituiscono dimensioni centrali per comprendere la produzione e la legittimazione delle rappresentazioni dominanti. Il contributo approfondisce, inoltre, le principali narrazioni egemoniche sulla migrazione e i loro effetti, con particolare attenzione ai minori migranti, spesso rappresentati come fragili, bisognosi, fuori posto, privi di risorse o devianti. A partire da queste considerazioni, viene delineata una pedagogia critica dell’accoglienza, fondata sulla decostruzione delle narrazioni svalutanti, sulla vigilanza etica rispetto alle asimmetrie che attraversano le relazioni educative e di ricerca e sulla valorizzazione dei saperi marginalizzati.| File | Dimensione | Formato | |
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