La misura del successo di un Convegno sta certamente nella qualità dei partecipanti, siano essi relatori o pubblico, ma dipende dal lavoro fatto da chi, organizzandolo, è capace di creare le condizioni perché lavoro e piacere, esperienza e ricerca si incontrino nel miglior modo possibile. Da tutti i punti di vista l’8º Convegno Nazionale SOI sull’Actinidia può ritenersi un enorme successo. Dai numeri innanzitutto: 1200 persone hanno assistito, nelle tre giornate, ai lavori, partecipando in tanti anche alle visite tecniche, sapientemente poste al centro dei lavori; 40 relazioni orali distribuite in quattro sessioni, quaranta poster e, ancora, un Workshop rivolto a tecnici ed operatori di settore che ha riscosso una partecipazione straordinaria. Un dibattito scientifico ampio, profondo, attento ha caratterizzato tutte le sessioni e la mostra pomologica organizzata dall’Associazione Città della Frutta, dalla SOI e dai Colleghi del Dipartimento di Colture Arboree dell’Università di Torino ha messo in luce una diversità genetica che ha stupito anche gli addetti ai lavori, tanto che in conclusione al convegno la SOI ha chiesto al Prof. Carlo Fideghelli, direttore del Progetto Liste Varietali del MiPAAF, a nome dei ricercatori e dei convegnisti tutti, che l’actinidia rientri a pieno titolo nel progetto, considerato che buona parte delle novità genetiche derivano dal lavoro dei centri di ricerca italiani. Siamo certi che questa richiesta non rimarrà inevasa, perché è davvero tempo che all’actinidia si dedichino maggiori risorse ed attenzione da parte della ricerca pubblica. Che questa specie meriti l’attenzione di tutti lo dimostrano anche i 18 sponsor privati e pubblici che hanno consentito agli Organizzatori di offrire un’ospitalità inconsueta seppur consona ad una terra che ne sa fare arte. Ottima la formula itinerante, ottime le visite tecniche per le quali ringraziamo ancora la disponibilità piena degli imprenditori che le hanno rese possibili ed il lavoro eccellente della Segreteria Organizzativa. Ci sono Convegni che rimangono come riferimenti di sobrietà, calore e clima che riescono a creare tra chi partecipa; questo è certamente tra quelli. Il testimone passa ora ai Colleghi dell’Università della Tuscia che si sono proposti di organizzare il 9° Convegno Nazionale sull’Actinidia nel 2009. Siamo certi che faranno tesoro di un evento di così tanto rilievo. Paolo Inglese Presidente Generale Società dell’Ortoflorofrutticoltura Italiana

8° Convegno Nazionale Actinidia 2007, Cuneo/Torino, 27-29 novembre 2007

BOUNOUS, Giancarlo;BECCARO, GABRIELE LORIS
2007

Abstract

La misura del successo di un Convegno sta certamente nella qualità dei partecipanti, siano essi relatori o pubblico, ma dipende dal lavoro fatto da chi, organizzandolo, è capace di creare le condizioni perché lavoro e piacere, esperienza e ricerca si incontrino nel miglior modo possibile. Da tutti i punti di vista l’8º Convegno Nazionale SOI sull’Actinidia può ritenersi un enorme successo. Dai numeri innanzitutto: 1200 persone hanno assistito, nelle tre giornate, ai lavori, partecipando in tanti anche alle visite tecniche, sapientemente poste al centro dei lavori; 40 relazioni orali distribuite in quattro sessioni, quaranta poster e, ancora, un Workshop rivolto a tecnici ed operatori di settore che ha riscosso una partecipazione straordinaria. Un dibattito scientifico ampio, profondo, attento ha caratterizzato tutte le sessioni e la mostra pomologica organizzata dall’Associazione Città della Frutta, dalla SOI e dai Colleghi del Dipartimento di Colture Arboree dell’Università di Torino ha messo in luce una diversità genetica che ha stupito anche gli addetti ai lavori, tanto che in conclusione al convegno la SOI ha chiesto al Prof. Carlo Fideghelli, direttore del Progetto Liste Varietali del MiPAAF, a nome dei ricercatori e dei convegnisti tutti, che l’actinidia rientri a pieno titolo nel progetto, considerato che buona parte delle novità genetiche derivano dal lavoro dei centri di ricerca italiani. Siamo certi che questa richiesta non rimarrà inevasa, perché è davvero tempo che all’actinidia si dedichino maggiori risorse ed attenzione da parte della ricerca pubblica. Che questa specie meriti l’attenzione di tutti lo dimostrano anche i 18 sponsor privati e pubblici che hanno consentito agli Organizzatori di offrire un’ospitalità inconsueta seppur consona ad una terra che ne sa fare arte. Ottima la formula itinerante, ottime le visite tecniche per le quali ringraziamo ancora la disponibilità piena degli imprenditori che le hanno rese possibili ed il lavoro eccellente della Segreteria Organizzativa. Ci sono Convegni che rimangono come riferimenti di sobrietà, calore e clima che riescono a creare tra chi partecipa; questo è certamente tra quelli. Il testimone passa ora ai Colleghi dell’Università della Tuscia che si sono proposti di organizzare il 9° Convegno Nazionale sull’Actinidia nel 2009. Siamo certi che faranno tesoro di un evento di così tanto rilievo. Paolo Inglese Presidente Generale Società dell’Ortoflorofrutticoltura Italiana
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460
ACTINIDIA
G. Bounous; G. Beccaro
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