Il fenomeno della “battaglia dei formulari” (“battle of forms”), concernendo la formazione del contratto, rappresenta una lacuna interna della Convenzione di Vienna sulla vendita mobiliare internazionale (CISG): benché priva di disciplina espressa, la materia invoca risposte che siano tratte direttamente dal corpo della Convenzione. Ora, se le parti hanno dato spontanea esecuzione alla vendita, malgrado il retrostante conflitto dei formulari, ciò significa che questo conflitto non è stato inteso come ostativo del consenso (sarà dunque, al più, un problema di dissenso occulto). Il quesito si sposta dunque sul contenuto dell’accordo, che sconta tutto il peso del conflitto fra clausole fisse. La tesi della giurisprudenza federale tedesca, chiamata ad applicare in senso estensivo l’art. 19 CISG, mostra un certo equilibrio: quale che sia la soluzione preferibile in astratto, deve sempre osservarsi la regola di buona fede, e ciò permette di stemperare largamente i dilemmi di principio.

“Battle of Forms” and the 1980 United Nations Convention on Contracts for the International Sale of Goods (CISG). A note on the BGH (German Supreme Court) decision of 9 January 2002 / E. FERRANTE. - In: UNIFORM LAW REVIEW. - ISSN 1124-3694. - 2003:4(2003), pp. 975-981.

“Battle of Forms” and the 1980 United Nations Convention on Contracts for the International Sale of Goods (CISG). A note on the BGH (German Supreme Court) decision of 9 January 2002

FERRANTE, Edoardo
2003

Abstract

Il fenomeno della “battaglia dei formulari” (“battle of forms”), concernendo la formazione del contratto, rappresenta una lacuna interna della Convenzione di Vienna sulla vendita mobiliare internazionale (CISG): benché priva di disciplina espressa, la materia invoca risposte che siano tratte direttamente dal corpo della Convenzione. Ora, se le parti hanno dato spontanea esecuzione alla vendita, malgrado il retrostante conflitto dei formulari, ciò significa che questo conflitto non è stato inteso come ostativo del consenso (sarà dunque, al più, un problema di dissenso occulto). Il quesito si sposta dunque sul contenuto dell’accordo, che sconta tutto il peso del conflitto fra clausole fisse. La tesi della giurisprudenza federale tedesca, chiamata ad applicare in senso estensivo l’art. 19 CISG, mostra un certo equilibrio: quale che sia la soluzione preferibile in astratto, deve sempre osservarsi la regola di buona fede, e ciò permette di stemperare largamente i dilemmi di principio.
2003
4
975
981
“Battaglia dei formulari” (“battle of forms”); predisposizione multilaterale di clausole uniformi; adesione reciproca; Convenzione di Vienna (CISG); Tribunale federale tedesco (BGH); c.d. “first shot-rule”; c.d. “last shot-rule”; c.d. “knock out-rule”; c.d. “mirror image-rule”; dissenso occulto sulle condizioni generali bilateralmente predisposte; lacune interne e lacune esterne; buona fede; unitarietà dei formulari
E. FERRANTE
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