La chiusura della Ruota di Ricevimento dei Gettatelli avvenuta il 1° luglio 1875 – «misura provvidissima, ed altamente reclamata dall’eccessivo abuso, che della Ruota stessa si faceva», secondo quanto leggiamo in un documento di quegli anni – segna uno spartiacque nella storia assistenziale e istituzionale degli Innocenti. Dopo avere inquadrato questa misura per molti versi epocale all’interno dei dibattiti che precedettero e accompagnarono la chiusura delle ruote in tutta l’Europa meridionale, il contributo tenterà di valutarne gli effetti tanto sul piano finanziario (livelli di spesa) quanto – e soprattutto – su quello che i contemporanei definivano il piano «morale e sanitario» (livelli di mortalità). Un utile punto di partenza può essere fornito dall’apprezzamento che si ritrova nel 1878 in una delibera dello stesso Istituto, in cui si afferma con soddisfazione che dopo la chiusura della ruota «sono diminuite le Spese dello Instituto, e dall’altro lato è scemata la mortalità dei Trovatelli in quello ricoverati». Una ricca documentazione archivistica permette di sottoporre queste affermazioni a una precisa verifica. Tale verifica rivela innanzitutto che a seguito della chiusura della ruota il numero annuale di ammissioni agli Innocenti si ridusse drasticamente, praticamente dimezzandosi, e che a questo calo si accompagnò effettivamente una riduzione cospicua (intorno al 40%) delle spese di mantenimento degli esposti. Si potrebbe pensare che i minori problemi organizzativi che l’Istituto si trovò a fronteggiare e il sia pur lieve aumento della spesa pro capite per esposto si siano tradotti nella «scemata mortalità dei Trovatelli» di cui parla il documento del 1878: in realtà le tendenze della mortalità degli esposti fiorentini, tanto negli anni che seguirono immediatamente la chiusura della ruota quanto nel resto del primo cinquantennio postunitario, presentano un quadro più complesso. Un confronto con i livelli di mortalità dei primi tre quarti dell’Ottocento mostra infatti, per non pochi anni antecedenti la chiusura della ruota, tassi di mortalità simili o anche inferiori a quelli registrati negli ultimi decenni del secolo. Fino al 1875 il sistema appariva tuttavia vulnerabile a causa dell’ingente impegno finanziario richiesto dalla collocazione a balia di un numero di esposti in continua crescita, e questa vulnerabilità generava non di rado autentiche crisi di mortalità. La chiusura della ruota contribuì in misura decisiva a ridurre la vulnerabilità del sistema. Di conseguenza la mortalità dapprima si stabilizzò, e tra la fine del XIX secolo e i primi anni del XX si iniziano a intravedere segni chiari di declino: un rapido e per molti versi decisivo calo si registra proprio negli anni 1910 e 1911, che chiudono il periodo su cui la mostra e il catalogo intendono concentrare l’attenzione.

Gli esposti dello Spedale degli Innocenti dopo la chiusura della ruota

VIAZZO, Piero
2011

Abstract

La chiusura della Ruota di Ricevimento dei Gettatelli avvenuta il 1° luglio 1875 – «misura provvidissima, ed altamente reclamata dall’eccessivo abuso, che della Ruota stessa si faceva», secondo quanto leggiamo in un documento di quegli anni – segna uno spartiacque nella storia assistenziale e istituzionale degli Innocenti. Dopo avere inquadrato questa misura per molti versi epocale all’interno dei dibattiti che precedettero e accompagnarono la chiusura delle ruote in tutta l’Europa meridionale, il contributo tenterà di valutarne gli effetti tanto sul piano finanziario (livelli di spesa) quanto – e soprattutto – su quello che i contemporanei definivano il piano «morale e sanitario» (livelli di mortalità). Un utile punto di partenza può essere fornito dall’apprezzamento che si ritrova nel 1878 in una delibera dello stesso Istituto, in cui si afferma con soddisfazione che dopo la chiusura della ruota «sono diminuite le Spese dello Instituto, e dall’altro lato è scemata la mortalità dei Trovatelli in quello ricoverati». Una ricca documentazione archivistica permette di sottoporre queste affermazioni a una precisa verifica. Tale verifica rivela innanzitutto che a seguito della chiusura della ruota il numero annuale di ammissioni agli Innocenti si ridusse drasticamente, praticamente dimezzandosi, e che a questo calo si accompagnò effettivamente una riduzione cospicua (intorno al 40%) delle spese di mantenimento degli esposti. Si potrebbe pensare che i minori problemi organizzativi che l’Istituto si trovò a fronteggiare e il sia pur lieve aumento della spesa pro capite per esposto si siano tradotti nella «scemata mortalità dei Trovatelli» di cui parla il documento del 1878: in realtà le tendenze della mortalità degli esposti fiorentini, tanto negli anni che seguirono immediatamente la chiusura della ruota quanto nel resto del primo cinquantennio postunitario, presentano un quadro più complesso. Un confronto con i livelli di mortalità dei primi tre quarti dell’Ottocento mostra infatti, per non pochi anni antecedenti la chiusura della ruota, tassi di mortalità simili o anche inferiori a quelli registrati negli ultimi decenni del secolo. Fino al 1875 il sistema appariva tuttavia vulnerabile a causa dell’ingente impegno finanziario richiesto dalla collocazione a balia di un numero di esposti in continua crescita, e questa vulnerabilità generava non di rado autentiche crisi di mortalità. La chiusura della ruota contribuì in misura decisiva a ridurre la vulnerabilità del sistema. Di conseguenza la mortalità dapprima si stabilizzò, e tra la fine del XIX secolo e i primi anni del XX si iniziano a intravedere segni chiari di declino: un rapido e per molti versi decisivo calo si registra proprio negli anni 1910 e 1911, che chiudono il periodo su cui la mostra e il catalogo intendono concentrare l’attenzione.
Figli d'Italia. Gli Innocenti e la nascita di un progetto nazionale per l'infanzia (1861-1911)
Alinari
69
75
9788863020656
M. Bortolotto; P.P. Viazzo
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