Il De providentia , dedicato a Gaio Lucilio Iuniore, è un breve trattato di argomento filosofico che ci è pervenuto come primo nella raccolta di nove opuscoli comunemente nota come Dialogi, opera di Lucio Anneo Seneca (?-65 d.C.). Fanno parte della raccolta De providentia, De constantia sapientis, De ira, Consolatio ad Marciam, De vita beata, De otio (mutilo), De tranquillitate animi, De brevitate vitae, Consolatio ad Polybium e Consolatio ad Helviam matrem. Questi testi, per un totale di dodici libri (il De ira, infatti, è diviso in tre libri), sono di vario argomento, di vario genere e di varia – e spesso molto dibattuta – cronologia , il che rende legittimo considerare ciascuno di essi più come un’opera a sé stante che come parte organica del complesso dei Dialogi. Il filosofo latino risolve il problema della teodicea sostenendo in primo luogo che quelli che sembrano mali sono in realtà solo degli «inconvenienti», delle «avversità» (incommoda), visto che il vero male è il peccato; in secondo luogo, egli giustifica la divinità che sottopone il saggio a tali incommoda, perché il loro scopo è quello di esercitarne e metterne alla prova la virtù, che altrimenti non avrebbe modo di brillare (marcet sine adversario virtus, 2, 4). Emerge quindi in Seneca una concezione agonistica della vita, che diventa una sorta di ring, in cui il saggio deve mostrare al mondo di essere tale, riuscendo vincitore su ogni disgrazia. Le avversità, infatti, piegano la resistenza dell’uomo comune, ma nulla possono contro il saggio, a cui la Provvidenza ha fornito tutti i mezzi per garantire il trionfo della virtus: quia non poteram vos istis subducere, animos vestros adversus omnia armavi fa dire Seneca a dio stesso nella chiusa del dialogo (6, 6).

Seneca, De providentia / La provvidenza, a cura di Ermanno Malaspina

MALASPINA, Ermanno
2012

Abstract

Il De providentia , dedicato a Gaio Lucilio Iuniore, è un breve trattato di argomento filosofico che ci è pervenuto come primo nella raccolta di nove opuscoli comunemente nota come Dialogi, opera di Lucio Anneo Seneca (?-65 d.C.). Fanno parte della raccolta De providentia, De constantia sapientis, De ira, Consolatio ad Marciam, De vita beata, De otio (mutilo), De tranquillitate animi, De brevitate vitae, Consolatio ad Polybium e Consolatio ad Helviam matrem. Questi testi, per un totale di dodici libri (il De ira, infatti, è diviso in tre libri), sono di vario argomento, di vario genere e di varia – e spesso molto dibattuta – cronologia , il che rende legittimo considerare ciascuno di essi più come un’opera a sé stante che come parte organica del complesso dei Dialogi. Il filosofo latino risolve il problema della teodicea sostenendo in primo luogo che quelli che sembrano mali sono in realtà solo degli «inconvenienti», delle «avversità» (incommoda), visto che il vero male è il peccato; in secondo luogo, egli giustifica la divinità che sottopone il saggio a tali incommoda, perché il loro scopo è quello di esercitarne e metterne alla prova la virtù, che altrimenti non avrebbe modo di brillare (marcet sine adversario virtus, 2, 4). Emerge quindi in Seneca una concezione agonistica della vita, che diventa una sorta di ring, in cui il saggio deve mostrare al mondo di essere tale, riuscendo vincitore su ogni disgrazia. Le avversità, infatti, piegano la resistenza dell’uomo comune, ma nulla possono contro il saggio, a cui la Provvidenza ha fornito tutti i mezzi per garantire il trionfo della virtus: quia non poteram vos istis subducere, animos vestros adversus omnia armavi fa dire Seneca a dio stesso nella chiusa del dialogo (6, 6).
De providentia
De Agostini Scuola SpA
1
1
126
9788849417524
http://www.scuola.com
Seneca; L. Annaeus Seneca; Dialogi; Lucilius; Catone; Catone l'Uticense; provvidenza; teodicea; stoicismo; Stoici; Gaio Lucilio Iuniore; Dio; dolore; bonus vir; filosofia; De providentia; Sulla provvidenza; Alfonso Traina; Echi dal mondo classico; Petrini Editore; Ermanno Malaspina; Malaspina; classici; autori latini; liceo classico; liceo scientifico
Ermanno Malaspina
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