L’articolo esamina la condizione e il ruolo del precettore nell’Italia del Settecento: un mestiere «nascosto», le cui tracce sono labili perché legate spesso alla transitorietà della professione. Attraverso l’uso incrociato di fonti differenti – manuali di comportamento rivolti ai genitori, ai giovani e agli stessi precettori, ma soprattutto lettere, diari e autobiografie – il lavoro affronta quattro problemi: la provenienza sociale, culturale e geografica del precettore nel tentativo di verificarne il ruolo di mediazione in senso ampio; il contesto in cui il precettore agiva nello sforzo di valutare da un lato la sua presenza nell’ambito di famiglie nobili e non nobili e dall’altro il suo operato nei confronti di fanciulli e fanciulle; la sua duplice e contraddittoria funzione di insegnante ed educatore con attenzione ai piani di studio (programmi, libri, metodi) e nel contempo alle norme di civilizzazione volte all’insegnamento delle buone maniere; il rapporto tra gli spazi domestici dell’istruzione e dell’educazione e gli spazi esterni alla famiglia (collegi, università) per cogliere gli eventuali scarti (innovatori oppure conservatori) tra la dimensione «privata», esente da controlli sulla didattica, e quella statale, sottoposta invece alla vigilanza della censura. Ne emerge così una figura dai contorni sfumati, che offre spunti di riflessione sia per la storia della famiglia sia per le vicende della circolazione del sapere in Antico Regime.

Précepteurs: instruction et éducation domestique dans l’Italie du XVIIIe siècle / P. DELPIANO. - In: PAEDAGOGICA HISTORICA. - ISSN 0030-9230. - XLIII, 4(2007), pp. 525-545.

Précepteurs: instruction et éducation domestique dans l’Italie du XVIIIe siècle

DELPIANO, Patrizia
2007

Abstract

L’articolo esamina la condizione e il ruolo del precettore nell’Italia del Settecento: un mestiere «nascosto», le cui tracce sono labili perché legate spesso alla transitorietà della professione. Attraverso l’uso incrociato di fonti differenti – manuali di comportamento rivolti ai genitori, ai giovani e agli stessi precettori, ma soprattutto lettere, diari e autobiografie – il lavoro affronta quattro problemi: la provenienza sociale, culturale e geografica del precettore nel tentativo di verificarne il ruolo di mediazione in senso ampio; il contesto in cui il precettore agiva nello sforzo di valutare da un lato la sua presenza nell’ambito di famiglie nobili e non nobili e dall’altro il suo operato nei confronti di fanciulli e fanciulle; la sua duplice e contraddittoria funzione di insegnante ed educatore con attenzione ai piani di studio (programmi, libri, metodi) e nel contempo alle norme di civilizzazione volte all’insegnamento delle buone maniere; il rapporto tra gli spazi domestici dell’istruzione e dell’educazione e gli spazi esterni alla famiglia (collegi, università) per cogliere gli eventuali scarti (innovatori oppure conservatori) tra la dimensione «privata», esente da controlli sulla didattica, e quella statale, sottoposta invece alla vigilanza della censura. Ne emerge così una figura dai contorni sfumati, che offre spunti di riflessione sia per la storia della famiglia sia per le vicende della circolazione del sapere in Antico Regime.
XLIII, 4
525
545
precettori; educazione privata e pubblica; XVIII secolo
P. DELPIANO
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