La lettura analizza la sequenza iniziale del canto V del Purgatorio, contenente il rimprovero di Virgilio a Dante, per mostrare come il mutamento nella disposizione d’animo e nel modo di camminare del personaggio Dante dipenda strettamente dalla profonda coerenza di quel rimprovero con la materia del canto, ovvero il problema di coloro che si sono pentiti in punto di morte. Richiamando le fonti, rintracciate principalmente nei commenti duecenteschi alle Sententiae di Pietro Lombardo, sullo sfondo della fissazione storica del sacramento della penitenza con il Concilio Laterano IV, l’autrice mostra come sul pentimento in extremis i teologi ragionassero nei termini di un’opposizione tra misericordia e giustizia divina, che èanche il tema dei canti dell’Antipurgatorio dantesco; e che protrarre il pentimento fino all’ultima ora della vita fosse percepito come atto possibile ma "periculosissimum". In questa prospettiva assume un nuovo senso l’insistenza di Dante sulla narrazione delle morti cruente di Jacopo del Cassero e Buonconte da Montefeltro, e diventa problematica l’interpretazione della «lagrimetta» che assicura a Buonconte la salvezza.

«De his qui in fine poenitent» (Purgatorio V)

STROPPA, Sabrina
2015-01-01

Abstract

La lettura analizza la sequenza iniziale del canto V del Purgatorio, contenente il rimprovero di Virgilio a Dante, per mostrare come il mutamento nella disposizione d’animo e nel modo di camminare del personaggio Dante dipenda strettamente dalla profonda coerenza di quel rimprovero con la materia del canto, ovvero il problema di coloro che si sono pentiti in punto di morte. Richiamando le fonti, rintracciate principalmente nei commenti duecenteschi alle Sententiae di Pietro Lombardo, sullo sfondo della fissazione storica del sacramento della penitenza con il Concilio Laterano IV, l’autrice mostra come sul pentimento in extremis i teologi ragionassero nei termini di un’opposizione tra misericordia e giustizia divina, che èanche il tema dei canti dell’Antipurgatorio dantesco; e che protrarre il pentimento fino all’ultima ora della vita fosse percepito come atto possibile ma "periculosissimum". In questa prospettiva assume un nuovo senso l’insistenza di Dante sulla narrazione delle morti cruente di Jacopo del Cassero e Buonconte da Montefeltro, e diventa problematica l’interpretazione della «lagrimetta» che assicura a Buonconte la salvezza.
2015
LVI
45
71
101
http://www.longo-editore.it/scheda_libro.php?id=1502
Dante Alighieri, Purgatorio, Commentari alle Sentenze di Pietro Lombardo
Stroppa, Sabrina
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