Le scienze territoriali si occupano di resilienza soprattutto per quanto riguarda le strategie di risposta delle città o di regioni più ampie di fronte a grandi cambiamenti strutturali (catastrofi naturali, cambiamento climatico, attacchi terroristici). In realtà il concetto di resilienza territoriale può essere considerato in un'accezione più ampia, come il livello in cui i territori o le città sono in grado di sopportare i cambiamenti, prima di riorganizzarsi in un nuovo sistema di relazioni, strutture e processi. Sistemi complessi come quello territoriale sono infatti sottoposti alla pressione di continui cambiamenti che ne minacciano la stabilità, diversi per scala spaziale e temporale: ingorghi automobilistici, fluttuazioni del mercato immobiliare, manifestazioni di massa, eventi meteorologici intensi e così via. Il grado di resilienza di un territorio è direttamente proporzionale alla sua capacità di assorbire queste continue perturbazioni. Ad es., il gruppo di ricerca internazionale Resilience Alliance ha individuato quattro ambiti principali nei quali si può individuare la resilienza di un'area urbana: il metabolismo urbano; le reti di governance, le dinamiche sociali e l'ambiente costruito. Nel dibattito sulla resilienza urbana acquista un peso crescente il tema del cibo o meglio dell’ “urban food”, che coinvolge tutti e quattro gli ambiti indicati. Si moltiplicano le iniziative, i convegni, le riflessioni su “urban food planning for a resilient city”, come il recente Resilient Urban Food Systems Forum organizzato all’interno del più ampio IV Forum dell’Iclei su Urban Resilience and Adaptation to Climate Change” tenutosi in Germania, a Bonn nel giugno 2013. La riflessione sul rapporto cibo-città si sta attualmente focalizzando sul concetto di “urban food planning”: il cibo è di fatto il meno considerato tra le componenti essenziali per la vita umana (aria, acqua, abitazione, cibo) nel dibattito sulla pianificazione e sulle politiche urbane. Questa lacuna è dovuta all’idea che il cibo si rapporti esclusivamente all’ambiente rurale e non a quello urbano. L’inconsistenza di tale motivazione è resa evidente dalla natura multifunzionale del cibo, con implicazioni e ricadute su molti ambiti urbani. Il paper proposto intende in primo luogo esaminare le modalità con cui resilienza e cibo sono accostate nel recente dibattito internazionale, per poi approfondire teoricamente la prospettiva dell’urban food planning, considerando le buone pratiche emergenti a livello internazionale. Nell’ultima parte del paper, sulla base di recenti ricerche empiriche, ci si concentrerà sull’analisi di esperienze e progetti in corso nell’area metropolitana torinese e sulle possibilità di costruzione di un piano locale del cibo che sappia valorizzare l’azione di una pluralità di attori pubblici e privati, riuscendo a metterli a sistema senza ridurne la complessità ed anche ambiguità e ridondanza, elementi che rappresentano un fattore fondamentale di resilienza.

Alimentare la resilienza urbana: nuove prospettive verso un’agenda locale del cibo

DANSERO, Egidio;PETTENATI, GIACOMO;TOLDO, ALESSIA
2014

Abstract

Le scienze territoriali si occupano di resilienza soprattutto per quanto riguarda le strategie di risposta delle città o di regioni più ampie di fronte a grandi cambiamenti strutturali (catastrofi naturali, cambiamento climatico, attacchi terroristici). In realtà il concetto di resilienza territoriale può essere considerato in un'accezione più ampia, come il livello in cui i territori o le città sono in grado di sopportare i cambiamenti, prima di riorganizzarsi in un nuovo sistema di relazioni, strutture e processi. Sistemi complessi come quello territoriale sono infatti sottoposti alla pressione di continui cambiamenti che ne minacciano la stabilità, diversi per scala spaziale e temporale: ingorghi automobilistici, fluttuazioni del mercato immobiliare, manifestazioni di massa, eventi meteorologici intensi e così via. Il grado di resilienza di un territorio è direttamente proporzionale alla sua capacità di assorbire queste continue perturbazioni. Ad es., il gruppo di ricerca internazionale Resilience Alliance ha individuato quattro ambiti principali nei quali si può individuare la resilienza di un'area urbana: il metabolismo urbano; le reti di governance, le dinamiche sociali e l'ambiente costruito. Nel dibattito sulla resilienza urbana acquista un peso crescente il tema del cibo o meglio dell’ “urban food”, che coinvolge tutti e quattro gli ambiti indicati. Si moltiplicano le iniziative, i convegni, le riflessioni su “urban food planning for a resilient city”, come il recente Resilient Urban Food Systems Forum organizzato all’interno del più ampio IV Forum dell’Iclei su Urban Resilience and Adaptation to Climate Change” tenutosi in Germania, a Bonn nel giugno 2013. La riflessione sul rapporto cibo-città si sta attualmente focalizzando sul concetto di “urban food planning”: il cibo è di fatto il meno considerato tra le componenti essenziali per la vita umana (aria, acqua, abitazione, cibo) nel dibattito sulla pianificazione e sulle politiche urbane. Questa lacuna è dovuta all’idea che il cibo si rapporti esclusivamente all’ambiente rurale e non a quello urbano. L’inconsistenza di tale motivazione è resa evidente dalla natura multifunzionale del cibo, con implicazioni e ricadute su molti ambiti urbani. Il paper proposto intende in primo luogo esaminare le modalità con cui resilienza e cibo sono accostate nel recente dibattito internazionale, per poi approfondire teoricamente la prospettiva dell’urban food planning, considerando le buone pratiche emergenti a livello internazionale. Nell’ultima parte del paper, sulla base di recenti ricerche empiriche, ci si concentrerà sull’analisi di esperienze e progetti in corso nell’area metropolitana torinese e sulle possibilità di costruzione di un piano locale del cibo che sappia valorizzare l’azione di una pluralità di attori pubblici e privati, riuscendo a metterli a sistema senza ridurne la complessità ed anche ambiguità e ridondanza, elementi che rappresentano un fattore fondamentale di resilienza.
Resilienza/Resilience
Società di Studi Geografici
Memorie Geografiche
12
117
120
9788890892691
http://www.societastudigeografici.it/pdf/Memorie_Geografiche2014.pdf
città; Resilienza; piano locale del cibo
Dansero E.; Pettenati G.; Toldo A.
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