La crescente sensibilità dei sistemi di amplificazione di polimorfismi STR consente l’identificazione di tracce biologiche anche microscopiche, quali quelle depositate per contatto o manipolazione di oggetti (touch DNA). L’origine tissutale del touch DNA rimane tuttavia dibattuta e pochi sono gli studi che abbiano indagato quantità e integrità del DNA trasferibile per contatto, così come l’effettiva incidenza, sulle mani di soggetti tratti dalla popolazione, di materiale biologico esogeno potenziale fonte di trasferimento secondario. Nel presente studio 120 campioni palmari di 30 maschi e 30 femmine sono stati esaminati mediante coestrazione di DNA/RNA. L’origine tissutale del materiale prelevato è stata determinata tramite retrotrascrizione di RNA e amplificazione del cDNA con una PCR multiplex che identifica 16 marcatori tessuto specifici (cute, mucosa, sangue, saliva, sperma, secrezioni vaginali e sangue mestruale) e 3 geni housekeeping. Il DNA coestratto è stato quantificato mediante real-time PCR e i profili genetici STR ottenuti confrontati con quelli di tamponi buccali di raffronto prelevati da ciascun volontario. In 25 campioni palmari (20.8%) sono stati osservati trascritti addizionali rispetto a cute, con incidenza superiore nel sesso maschile (60%) rispetto al femminile (40%), sebbene in maniera non statisticamente significativa. I tessuti più frequentemente riscontrati erano saliva e sangue, entrambi presenti in 12 campioni su 25. Dei soggetti che presentavano sulle superfici palmari materiale biologico diverso da cute, il 33% dei maschi -ma nessuna femmina- mostrava una miscela di più fluidi biologici, talora anche tipici del sesso opposto. La concentrazione di DNA isolato dai tamponi palmari è risultata ampiamente variabile, con media pari a 0.25 ng/µl ± 1.12 SD, e significativamente più alta in quelli contenenti tessuti diversi da cute (0.84 ng/µl ± 2.37 SD). La percentuale di alleli STR osservati nei campioni palmari, rispetto a quelli attesi in base ai tamponi buccali di raffronto, è risultata in media pari al 67.9% e significativamente superiore nei maschi (75.2%) rispetto alle femmine (60.7%). La percentuali di alleli sovrannumerari osservati (non attesi in base al tampone buccale di raffronto), indicativi della compresenza sulla superficie palmare del donatore di DNA di altro soggetto, è risultata in media pari al 14.0%. In questo caso l’incidenza di DNA esogeno era significativamente maggiore nel sesso femminile (19.7%) rispetto a quello maschile (8.3%). I risultati ottenuti indicano che la natura del materiale cellulare veicolato dalle mani è variabile, comprendendo, in oltre il 20% dei campioni, tessuti diversi da cute. La quantità di DNA isolato in questi campioni, significativamente più elevata rispetto ai prelievi palmari contenenti sola cute, rende verosimilmente ragione di quella percentuale di casi, descritta in letteratura, in cui su superfici manipolate è possibile rilevare concentrazioni abbondanti di touch DNA, maggiormente idonee all’identificazione del soggetto. Il genere è inoltre risultato un fattore rilevante in relazione all’integrità e al grado di commistione del DNA palmare: la maggiore quantità di DNA presente nei maschi appare in grado di mascherare contribuzioni cellulari di altri soggetti; viceversa nelle femmine la minore quantità di DNA totale isolato favorisce una più frequente rilevazione nei profili genetici di alleli estranei al donatore.

Analisi molecolare della natura, integrita’ e grado di commistione di DNA/RNA isolato dal palmo della mano

LACERENZA, Daniela;OMEDEI, MONICA;GINO, Sarah;ROBINO, Carlo
2014

Abstract

La crescente sensibilità dei sistemi di amplificazione di polimorfismi STR consente l’identificazione di tracce biologiche anche microscopiche, quali quelle depositate per contatto o manipolazione di oggetti (touch DNA). L’origine tissutale del touch DNA rimane tuttavia dibattuta e pochi sono gli studi che abbiano indagato quantità e integrità del DNA trasferibile per contatto, così come l’effettiva incidenza, sulle mani di soggetti tratti dalla popolazione, di materiale biologico esogeno potenziale fonte di trasferimento secondario. Nel presente studio 120 campioni palmari di 30 maschi e 30 femmine sono stati esaminati mediante coestrazione di DNA/RNA. L’origine tissutale del materiale prelevato è stata determinata tramite retrotrascrizione di RNA e amplificazione del cDNA con una PCR multiplex che identifica 16 marcatori tessuto specifici (cute, mucosa, sangue, saliva, sperma, secrezioni vaginali e sangue mestruale) e 3 geni housekeeping. Il DNA coestratto è stato quantificato mediante real-time PCR e i profili genetici STR ottenuti confrontati con quelli di tamponi buccali di raffronto prelevati da ciascun volontario. In 25 campioni palmari (20.8%) sono stati osservati trascritti addizionali rispetto a cute, con incidenza superiore nel sesso maschile (60%) rispetto al femminile (40%), sebbene in maniera non statisticamente significativa. I tessuti più frequentemente riscontrati erano saliva e sangue, entrambi presenti in 12 campioni su 25. Dei soggetti che presentavano sulle superfici palmari materiale biologico diverso da cute, il 33% dei maschi -ma nessuna femmina- mostrava una miscela di più fluidi biologici, talora anche tipici del sesso opposto. La concentrazione di DNA isolato dai tamponi palmari è risultata ampiamente variabile, con media pari a 0.25 ng/µl ± 1.12 SD, e significativamente più alta in quelli contenenti tessuti diversi da cute (0.84 ng/µl ± 2.37 SD). La percentuale di alleli STR osservati nei campioni palmari, rispetto a quelli attesi in base ai tamponi buccali di raffronto, è risultata in media pari al 67.9% e significativamente superiore nei maschi (75.2%) rispetto alle femmine (60.7%). La percentuali di alleli sovrannumerari osservati (non attesi in base al tampone buccale di raffronto), indicativi della compresenza sulla superficie palmare del donatore di DNA di altro soggetto, è risultata in media pari al 14.0%. In questo caso l’incidenza di DNA esogeno era significativamente maggiore nel sesso femminile (19.7%) rispetto a quello maschile (8.3%). I risultati ottenuti indicano che la natura del materiale cellulare veicolato dalle mani è variabile, comprendendo, in oltre il 20% dei campioni, tessuti diversi da cute. La quantità di DNA isolato in questi campioni, significativamente più elevata rispetto ai prelievi palmari contenenti sola cute, rende verosimilmente ragione di quella percentuale di casi, descritta in letteratura, in cui su superfici manipolate è possibile rilevare concentrazioni abbondanti di touch DNA, maggiormente idonee all’identificazione del soggetto. Il genere è inoltre risultato un fattore rilevante in relazione all’integrità e al grado di commistione del DNA palmare: la maggiore quantità di DNA presente nei maschi appare in grado di mascherare contribuzioni cellulari di altri soggetti; viceversa nelle femmine la minore quantità di DNA totale isolato favorisce una più frequente rilevazione nei profili genetici di alleli estranei al donatore.
Lacerenza D.; Omedei M.; Gino S.; Robino C.
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