Gli stakeholder del settore lattiero-caseario, in questi mesi, stanno dibattendo sulle possibili dinamiche di mercato che vive un’elevata volatilità. Non vi sono ricette precostituite con soluzioni semplici e lineari, ma se, da un lato, la liberalizzazione del mercato post quote latte potrebbero favorire vantaggi economici, dall’altro il cambiamento avrebbe la capacità di portare nuove criticità. Il settore della zootecnia da latte in Piemonte è caratterizzato dalla presenza di circa 165.000 vacche che producono nel complesso circa 840.000 t/anno di latte. Circa il 10% è prodotto in montagna, mentre il restante 90% è ottenuto in allevamenti di pianura. Una parte della produzione di latte è utilizzata per la produzione dei sei formaggi DOP e dei 60 Prodotti Agroalimentari Tradizionali. In questi ultimi anni, oltre ai formaggi è aumentato l’interesse verso il latte alimentare per il consumo diretto, sia da parte dei consumatori, sia da parte dei produttori. Il Latte Nobile non è la strada per risolvere i problemi del comparto, ma può essere una possibile via da percorrere. Questo prodotto è ottenuto da un’alimentazione dei bovini con risorse foraggere polifite ottenendo un latte con una qualità organolettica e nutrizionale completamente diversa e migliore rispetto a quella con un’alimentazione con unifeed. In questi ultimi anni, la segmentazione del mercato del latte alimentare si è andata via via arricchendo di nuovi prodotti e il Latte Nobile è un prodotto premium che, alla luce di un percorso esperienziale di consumo, i campioni di indagine, hanno attribuito un prezzo intorno ai 2 euro. La sfida del Latte Nobile sarà quella di costruire una filiera che potrà produrre esternalità positive non solo sotto il profilo produttivo-commerciale, ma anche realizzare, ad esempio, dei progetti turistici, come le “Vie del Latte”, o progetti educational per le scuole, per rinsaldare, sempre più, il rapporto tra mondo agricolo e giovani generazioni.

Strategie per la valorizzazione commerciale del latte nobile piemontese

LOMBARDI, Giampiero;PEIRA, Giovanni;CORTESE, DAMIANO
2016-01-01

Abstract

Gli stakeholder del settore lattiero-caseario, in questi mesi, stanno dibattendo sulle possibili dinamiche di mercato che vive un’elevata volatilità. Non vi sono ricette precostituite con soluzioni semplici e lineari, ma se, da un lato, la liberalizzazione del mercato post quote latte potrebbero favorire vantaggi economici, dall’altro il cambiamento avrebbe la capacità di portare nuove criticità. Il settore della zootecnia da latte in Piemonte è caratterizzato dalla presenza di circa 165.000 vacche che producono nel complesso circa 840.000 t/anno di latte. Circa il 10% è prodotto in montagna, mentre il restante 90% è ottenuto in allevamenti di pianura. Una parte della produzione di latte è utilizzata per la produzione dei sei formaggi DOP e dei 60 Prodotti Agroalimentari Tradizionali. In questi ultimi anni, oltre ai formaggi è aumentato l’interesse verso il latte alimentare per il consumo diretto, sia da parte dei consumatori, sia da parte dei produttori. Il Latte Nobile non è la strada per risolvere i problemi del comparto, ma può essere una possibile via da percorrere. Questo prodotto è ottenuto da un’alimentazione dei bovini con risorse foraggere polifite ottenendo un latte con una qualità organolettica e nutrizionale completamente diversa e migliore rispetto a quella con un’alimentazione con unifeed. In questi ultimi anni, la segmentazione del mercato del latte alimentare si è andata via via arricchendo di nuovi prodotti e il Latte Nobile è un prodotto premium che, alla luce di un percorso esperienziale di consumo, i campioni di indagine, hanno attribuito un prezzo intorno ai 2 euro. La sfida del Latte Nobile sarà quella di costruire una filiera che potrà produrre esternalità positive non solo sotto il profilo produttivo-commerciale, ma anche realizzare, ad esempio, dei progetti turistici, come le “Vie del Latte”, o progetti educational per le scuole, per rinsaldare, sempre più, il rapporto tra mondo agricolo e giovani generazioni.
2016
EDIZIONI DISAFA DIPARTIMENTO DI SCIENZE AGRARIE, FORESTALI E ALIMENTARI, UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI TORINO
1
156
978-88-99108-05-2
latte, settore lattiero caseario, prodotti tipici, prodotti tradizionali, consumatore, filiera
Lombardi, G.; Peira, G.; Cortese, D.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2318/1615338
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