Pochi conoscono le vicende che, dal 1858, data della sua edificazione, al 1942, anno del bombardamento che lo ridusse in macerie, segnarono la vita del Teatro Scribe, inaugurato in età risorgimentale in via della Zecca (in seguito via Verdi), in quello che era il quartiere dello spettacolo e della musica. Eppure divenne subito celebre come «il Teatro Francese», il primo in Italia, aperto con lo scopo di far «ammirare in tutte le sue forme l’arte drammatica francese»: affidato alla gestione sapiente dell’impresario Eugène Meynadier, ospitò compagnie e repertori alla moda nella Parigi dell’Ottocento e fu intitolato al drammaturgo più in voga e più imitato del tempo, Eugène Scribe. Se le cronache, specialmente negli anni risorgimentali e fino al momento spostamento della capitale d’Italia da Torino a Firenze, lo definiscono come «il teatro per eccellenza della commedia francese» in Italia, i pochi cenni che ne danno gli studi sulla storia dello spettacolo a Torino si limitano oggi ad associarlo i veglioni e ai carnevali di studenti e sartine che, sul finire del XIX secolo, in anni di indubbio declino, costituirono i principali eventi in cartellone. Purtuttavia, ancora nel 1923 lo Scribe ospitò una tournée dei rivoluzionari Balletti svedesi di Rolf de Maré, oltre ad altri importanti spettacoli di prosa e musica ancora importati da Parigi. Attraverso l’analisi di fonti oggettive (stampa periodica e materiali d’archivio) e soggettive (cronache e ricordi di letterati, artisti e critici) si vuole rintracciare le principali vicende, i repertori, le finalità artistiche ed estetiche del Teatro Scribe, in una prima raccolta essenziale di materiali funzionale ad avviare una più ampia ricerca mirata alla ricomposizione dell’intera attività di questa sala.

Grandezza e decadenza del “Teatro Francese” di Torino: il Teatro Scribe in Contrada della Zecca 27

C. TRINCHERO
2018

Abstract

Pochi conoscono le vicende che, dal 1858, data della sua edificazione, al 1942, anno del bombardamento che lo ridusse in macerie, segnarono la vita del Teatro Scribe, inaugurato in età risorgimentale in via della Zecca (in seguito via Verdi), in quello che era il quartiere dello spettacolo e della musica. Eppure divenne subito celebre come «il Teatro Francese», il primo in Italia, aperto con lo scopo di far «ammirare in tutte le sue forme l’arte drammatica francese»: affidato alla gestione sapiente dell’impresario Eugène Meynadier, ospitò compagnie e repertori alla moda nella Parigi dell’Ottocento e fu intitolato al drammaturgo più in voga e più imitato del tempo, Eugène Scribe. Se le cronache, specialmente negli anni risorgimentali e fino al momento spostamento della capitale d’Italia da Torino a Firenze, lo definiscono come «il teatro per eccellenza della commedia francese» in Italia, i pochi cenni che ne danno gli studi sulla storia dello spettacolo a Torino si limitano oggi ad associarlo i veglioni e ai carnevali di studenti e sartine che, sul finire del XIX secolo, in anni di indubbio declino, costituirono i principali eventi in cartellone. Purtuttavia, ancora nel 1923 lo Scribe ospitò una tournée dei rivoluzionari Balletti svedesi di Rolf de Maré, oltre ad altri importanti spettacoli di prosa e musica ancora importati da Parigi. Attraverso l’analisi di fonti oggettive (stampa periodica e materiali d’archivio) e soggettive (cronache e ricordi di letterati, artisti e critici) si vuole rintracciare le principali vicende, i repertori, le finalità artistiche ed estetiche del Teatro Scribe, in una prima raccolta essenziale di materiali funzionale ad avviare una più ampia ricerca mirata alla ricomposizione dell’intera attività di questa sala.
Profili romanzi Modelli, strutture e paradigmi di uno spazio culturale
Nuova Trauben editrice
Strumenti letterari
8
223
237
9788899312435
Teatro, Ottocento, Eugène Scribe, Torino, ricezione
C. TRINCHERO
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