Criminalization and exclusion from community, as well as a citizenship closed in ius sanguinis, contribute to building the image of the foreigner as a stranger and an enemy. The social insecurity and precariousness produced by the inequalities of neoliberalism are discharged on the foreigner-enemy. The voice of the Constitution, however, is another and tells the story of a substantial democracy, not perched around the formal data of a citizenship that has become increasingly an instrument of exclusion, but which aim at building the “effective participation” of all (art. 3 Const.). In this perspective, the right to vote, as the right of the human person to participate in the government of his country, must be recognized to all those who reside permanently and participate in the life of society. The essay, after examining the positions of the doctrine on the subject, proposes a reading that from the framework of the principles and constitutional norms deduces the recognize of the right to vote to foreigners permanently resident. In particular, the paper reflects on the nature of electoral rights, on the implications of the democratic principle, on the content of popular sovereignty and on the concept of people. Criminalizzazione ed esclusione dalla partecipazione pleno iure alla comunità, così come una cittadinanza chiusa nello ius sanguinis, contribuiscono a costruire l’immagine dello straniero come estraneo e nemico; nemico al quale imputare la mancata garanzia dei diritti e sul quale scaricare l’insicurezza sociale e la precarietà della vita dovute a diseguaglianze crescenti prodotte dal neoliberismo. La voce della Costituzione, tuttavia, è un’altra e racconta la storia di una democrazia sostanziale, non arroccata intorno al dato formale di una cittadinanza divenuta sempre più strumento di esclusione, ma volta a costruire la «partecipazione effettiva» di tutti (art. 3 Cost.). In questa prospettiva il diritto di voto, quale diritto della persona umana a partecipare al governo del proprio paese, deve essere riconosciuto a tutti coloro che risiedono stabilmente e partecipano alla vita della società. Il contributo, dopo aver esaminato le posizioni della dottrina in merito alla titolarità del diritto di voto da parte degli stranieri, propone una lettura che dal quadro dei principi e delle norme costituzionali deduce la necessità di riconoscere agli stranieri stabilmente residenti il diritto di voto, soffermandosi in specie sulla natura del diritto politico, sulle implicazioni del principio democratico, sul contenuto della sovranità popolare e sul concetto di popolo. Sommario. 1. Premessa: la storia regressiva dei diritti dei migranti; 2. «Sono elettori tutti i cittadini» (art. 48, c. 1, Cost.): le interpretazioni della dottrina; 3. Il riconoscimento del diritto di voto a «tutti gli uomini, il cui comune interesse e legame permanente con la comunità è sufficientemente provato»; 4. Osservazioni conclusive: il diritto di voto agli stranieri e la Costituzione controcorrente

Il diritto di voto degli stranieri: una lettura - controcorrente - della Costituzione

A. Algostino
2020-01-01

Abstract

Criminalization and exclusion from community, as well as a citizenship closed in ius sanguinis, contribute to building the image of the foreigner as a stranger and an enemy. The social insecurity and precariousness produced by the inequalities of neoliberalism are discharged on the foreigner-enemy. The voice of the Constitution, however, is another and tells the story of a substantial democracy, not perched around the formal data of a citizenship that has become increasingly an instrument of exclusion, but which aim at building the “effective participation” of all (art. 3 Const.). In this perspective, the right to vote, as the right of the human person to participate in the government of his country, must be recognized to all those who reside permanently and participate in the life of society. The essay, after examining the positions of the doctrine on the subject, proposes a reading that from the framework of the principles and constitutional norms deduces the recognize of the right to vote to foreigners permanently resident. In particular, the paper reflects on the nature of electoral rights, on the implications of the democratic principle, on the content of popular sovereignty and on the concept of people. Criminalizzazione ed esclusione dalla partecipazione pleno iure alla comunità, così come una cittadinanza chiusa nello ius sanguinis, contribuiscono a costruire l’immagine dello straniero come estraneo e nemico; nemico al quale imputare la mancata garanzia dei diritti e sul quale scaricare l’insicurezza sociale e la precarietà della vita dovute a diseguaglianze crescenti prodotte dal neoliberismo. La voce della Costituzione, tuttavia, è un’altra e racconta la storia di una democrazia sostanziale, non arroccata intorno al dato formale di una cittadinanza divenuta sempre più strumento di esclusione, ma volta a costruire la «partecipazione effettiva» di tutti (art. 3 Cost.). In questa prospettiva il diritto di voto, quale diritto della persona umana a partecipare al governo del proprio paese, deve essere riconosciuto a tutti coloro che risiedono stabilmente e partecipano alla vita della società. Il contributo, dopo aver esaminato le posizioni della dottrina in merito alla titolarità del diritto di voto da parte degli stranieri, propone una lettura che dal quadro dei principi e delle norme costituzionali deduce la necessità di riconoscere agli stranieri stabilmente residenti il diritto di voto, soffermandosi in specie sulla natura del diritto politico, sulle implicazioni del principio democratico, sul contenuto della sovranità popolare e sul concetto di popolo. Sommario. 1. Premessa: la storia regressiva dei diritti dei migranti; 2. «Sono elettori tutti i cittadini» (art. 48, c. 1, Cost.): le interpretazioni della dottrina; 3. Il riconoscimento del diritto di voto a «tutti gli uomini, il cui comune interesse e legame permanente con la comunità è sufficientemente provato»; 4. Osservazioni conclusive: il diritto di voto agli stranieri e la Costituzione controcorrente
Ius migrandi. Trent'anni di politiche e legislazione sull'immigrazione in Italia
FrancoAngeli
450
468
9788835104551
http://ojs.francoangeli.it/_omp/index.php/oa/catalog/book/553
diritto di voto - titolarità del diritto di voto - democrazia - stranieri
A. Algostino
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2318/1754929
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