Bonaventura di Bagnoregio, Dante Alighieri e Marsilio Ficino attribuiscono all’esperienza sensoriale delle modalità e delle funzioni terapeutiche e salvifiche simili: l’Amore divino interviene nell’anima umana alla maniera di un fluido, liquido o vaporoso; la visione delle "invisibilia" viene trasmessa tramite sensazioni tattili e gustative, le quali procurano un piacere estremamente dolce, con delle virtù specifiche. L’esperienza di questo «non so che divino», scrive Dante, o ancora di questo "vapor quidam", dice Ficino, confluisce nella formazione di una "dulcis fruitio" di natura stabile e perenne, e risolve l’inesorabile paradossalità della ‘dolce-amarezza’ alla quale è condannato il desiderio corporale. Esistono quindi due forme di "voluptas": l’una è altamente pericolosa e nociva per l’anima, l’altra agisce come il vettore principale dell’esperienza della Grazia e della "dulcedo" divina. In questo articolo, studieremo la nozione di sensorialità e di sensualità spirituale nelle prospettive descritte dagli autori dell’"Itinerarium", del "Paradiso" e del "Commentarium in Convivium Platonis". In queste opere, il piacere tattile e sensuale viene riabilitato come vettore anagogico, speculativo e come principale agente di una rigenerazione intellettiva.

“Voluptas invisibilis”: la sensualità salutare e l’esperienza metafisica in Bonaventura, Dante e Ficino

Anne-Gaelle Cuif
2021-01-01

Abstract

Bonaventura di Bagnoregio, Dante Alighieri e Marsilio Ficino attribuiscono all’esperienza sensoriale delle modalità e delle funzioni terapeutiche e salvifiche simili: l’Amore divino interviene nell’anima umana alla maniera di un fluido, liquido o vaporoso; la visione delle "invisibilia" viene trasmessa tramite sensazioni tattili e gustative, le quali procurano un piacere estremamente dolce, con delle virtù specifiche. L’esperienza di questo «non so che divino», scrive Dante, o ancora di questo "vapor quidam", dice Ficino, confluisce nella formazione di una "dulcis fruitio" di natura stabile e perenne, e risolve l’inesorabile paradossalità della ‘dolce-amarezza’ alla quale è condannato il desiderio corporale. Esistono quindi due forme di "voluptas": l’una è altamente pericolosa e nociva per l’anima, l’altra agisce come il vettore principale dell’esperienza della Grazia e della "dulcedo" divina. In questo articolo, studieremo la nozione di sensorialità e di sensualità spirituale nelle prospettive descritte dagli autori dell’"Itinerarium", del "Paradiso" e del "Commentarium in Convivium Platonis". In queste opere, il piacere tattile e sensuale viene riabilitato come vettore anagogico, speculativo e come principale agente di una rigenerazione intellettiva.
Letteratura e Scienze. XXIII Congresso dell'ADI (Associazione degli Italianisti)
Pisa
12-14 settembre 2019
Letteratura e Scienze. Atti delle sessioni parallele XXIII Congresso dell'ADI (Associazione degli Italianisti)
Adi editore
1
10
978-88-907905-7-7
https://www.italianisti.it/pubblicazioni/atti-di-congresso/letteratura-e-scienze
Dante Alighieri, Marsilio Ficino, Bonaventura di Bagnoregio, soavità, dolcezza, sensi spirituali, rationes seminales
Anne-Gaelle Cuif
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