Gli scaffali narrativi e transmediali rappresentano un nuovo modello di valorizzazione e comunicazione applicato alle collezioni delle biblioteche. Frutto di una ricerca di natura teorico-applicativa portata avanti da un gruppo di ricercatori dell’Università di Torino, il progetto attualmente prevede un modello pre-prototipale costituito dall’ibridazione tra un’interfaccia analogica e una digitale. Le interfacce prevedono la riorganizzazione all’interno di spazi – fisici e digitali – ben delimitati e la conseguente aggregazione di risorse relative a un tema (autore, genere letterario, topic), disposte secondo un approccio narrativo e transmediale che mette in evidenza le loro reciproche connessioni semantiche. Queste modalità, grazie alla compresenza di contenuti di diversa natura, contribuiscono ad arricchire l’esperienza dell’utente in biblioteca durante la fase di browsing e information-seeking. I concetti di trasversalità e transdisciplinarità permeano il progetto, rendendolo applicabile a diverse tipologie di biblioteche, anche se le prime sperimentazioni hanno coinvolto biblioteche pubbliche sul territorio nazionale (Biblioteche Civiche Torinesi; Biblioteche di Roma). In particolare, le nuove interfacce si pongono come integrazione degli strumenti di mediazioni canonici, come gli OPAC e gli scaffali tradizionali, i quali stimolano comportamenti orientati al soddisfacimento di bisogni informativi predefiniti. Il nuovo modello ha invece l’obiettivo di favorire la serendipità nell’esperienza dell’utente in biblioteca, offrendo nuovi spunti di fruizione e suggerimenti e incentivando quindi differenti comportamenti mediali e informativi.
Per una biblioteca transmediale e transdisciplinare
Roberto Testa
First
2025-01-01
Abstract
Gli scaffali narrativi e transmediali rappresentano un nuovo modello di valorizzazione e comunicazione applicato alle collezioni delle biblioteche. Frutto di una ricerca di natura teorico-applicativa portata avanti da un gruppo di ricercatori dell’Università di Torino, il progetto attualmente prevede un modello pre-prototipale costituito dall’ibridazione tra un’interfaccia analogica e una digitale. Le interfacce prevedono la riorganizzazione all’interno di spazi – fisici e digitali – ben delimitati e la conseguente aggregazione di risorse relative a un tema (autore, genere letterario, topic), disposte secondo un approccio narrativo e transmediale che mette in evidenza le loro reciproche connessioni semantiche. Queste modalità, grazie alla compresenza di contenuti di diversa natura, contribuiscono ad arricchire l’esperienza dell’utente in biblioteca durante la fase di browsing e information-seeking. I concetti di trasversalità e transdisciplinarità permeano il progetto, rendendolo applicabile a diverse tipologie di biblioteche, anche se le prime sperimentazioni hanno coinvolto biblioteche pubbliche sul territorio nazionale (Biblioteche Civiche Torinesi; Biblioteche di Roma). In particolare, le nuove interfacce si pongono come integrazione degli strumenti di mediazioni canonici, come gli OPAC e gli scaffali tradizionali, i quali stimolano comportamenti orientati al soddisfacimento di bisogni informativi predefiniti. Il nuovo modello ha invece l’obiettivo di favorire la serendipità nell’esperienza dell’utente in biblioteca, offrendo nuovi spunti di fruizione e suggerimenti e incentivando quindi differenti comportamenti mediali e informativi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



