Il contributo analizza la ristampa in vinile di "Notti senza fine" (1983) dei Magazzini Criminali, pubblicata nel 2026 da Soave, interrogandone il valore storico e teorico all’interno delle intersezioni tra teatro di ricerca e fonografia negli anni Ottanta. La recensione si presenta come analisi critica di un oggetto sonoro liminale, nato dall’esperienza di uno dei gruppi più radicali della sperimentazione teatrale italiana tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta. Attraverso una ricostruzione del contesto culturale postmoderno – segnato da ibridazioni tra scena, new wave, elettronica, arti visive e cultura anarco-punk – il saggio mette in luce il passaggio dei Magazzini Criminali da collettivo teatrale a formazione musicale, interpretando tale trasformazione come estensione performativa e non come deviazione disciplinare. Particolare attenzione è dedicata all’autonomia del disco rispetto allo spettacolo omonimo del 1982 e al confronto con il precedente "Crollo nervoso", evidenziando la scelta di privilegiare lo studio di registrazione come spazio autoriale. L’analisi si concentra inoltre sul principio del cut-up quale dispositivo compositivo, sulla stratificazione citazionale (da Artaud a Hendrix) e sulla nozione di “musica planetaria” formulata da Franco Bolelli, intesa come pratica di deterritorializzazione sonora e anticipazione di una sensibilità globale. La presenza dell’artwork di Mario Schifano consente infine di inscrivere "Notti senza fine" nella genealogia del disco d’artista italiano, rafforzando la lettura dell’album come oggetto estetico totale.

“Notti Senza Fine”: la non-musica “planetaria” dei Magazzini Criminali

Fabio Acca
First
2026-01-01

Abstract

Il contributo analizza la ristampa in vinile di "Notti senza fine" (1983) dei Magazzini Criminali, pubblicata nel 2026 da Soave, interrogandone il valore storico e teorico all’interno delle intersezioni tra teatro di ricerca e fonografia negli anni Ottanta. La recensione si presenta come analisi critica di un oggetto sonoro liminale, nato dall’esperienza di uno dei gruppi più radicali della sperimentazione teatrale italiana tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta. Attraverso una ricostruzione del contesto culturale postmoderno – segnato da ibridazioni tra scena, new wave, elettronica, arti visive e cultura anarco-punk – il saggio mette in luce il passaggio dei Magazzini Criminali da collettivo teatrale a formazione musicale, interpretando tale trasformazione come estensione performativa e non come deviazione disciplinare. Particolare attenzione è dedicata all’autonomia del disco rispetto allo spettacolo omonimo del 1982 e al confronto con il precedente "Crollo nervoso", evidenziando la scelta di privilegiare lo studio di registrazione come spazio autoriale. L’analisi si concentra inoltre sul principio del cut-up quale dispositivo compositivo, sulla stratificazione citazionale (da Artaud a Hendrix) e sulla nozione di “musica planetaria” formulata da Franco Bolelli, intesa come pratica di deterritorializzazione sonora e anticipazione di una sensibilità globale. La presenza dell’artwork di Mario Schifano consente infine di inscrivere "Notti senza fine" nella genealogia del disco d’artista italiano, rafforzando la lettura dell’album come oggetto estetico totale.
2026
1
4
https://www.liminateatri.it/notti-senza-fine-la-non-musica-planetaria-dei-magazzini-criminali-di-fabio-acca/
Dischi di teatro, performance, musica
Fabio Acca
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
“Notti Senza Fine”_ la non-musica “planetaria” dei Magazzini Criminali di Fabio Acca – Liminateatri.pdf

Accesso aperto

Descrizione: Pdf
Tipo di file: PDF EDITORIALE
Dimensione 6.85 MB
Formato Adobe PDF
6.85 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2318/2126130
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact